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Manuale di autodistruzione emotiva (no day)

Posted on 12 Aprile 2026 by RobyBell

Perché quando siamo giù di morale entriamo in modalità autodistruttiva e tendiamo di autoeliminarci come se ci fosse un premio per chi tocca il fondo prima?

No, davvero.

Giornata iniziata male.
Magari è solo colpa del tempo o della sindrome premestruale…però il nostro umore sembra appena salito sulle montagne russe.

Con la differenza che, oltre a non divertirsi, sta per avere un attacco fortissimo di nausea
(con conseguenze catastrofiche per chi sta sotto 😳).

Nulla di irreparabile.
Basterebbe scendere.
O evitare di salirci proprio.

E noi che facciamo?

  • Playlist strappa-lacrime.
  • Foto malinconiche.
  • Pensieri profondi che neanche in una crisi esistenziale ben organizzata.

Cioè… già non stiamo benissimo.
Perché decidiamo di peggiorarla con così tanta dedizione?

Io me la immagino proprio così:

una parte di noi che dice:
“Dai, riprenditi. Passerà presto.”

E un’altra, molto più convinta:
“No no, siediti. Adesso ripercorriamo TUTTO.”

E lì parte il viaggio.

  • quella canzone che sai già come finisce (male)
  • quella foto che non dovevi aprire
  • quel ricordo che era meglio lasciare dov’era

Perfetto!

Nel giro di dieci minuti non sei più solo giù.
Sei proprio in modalità full immersion emotiva.

E il bello è che lo sappiamo.
Sappiamo benissimo dove stiamo andando.

Ma niente.

Ci andiamo lo stesso.
Con convinzione.

Come se in quel momento l’obiettivo fosse: “Vediamo fin dove riesco ad affondare oggi.”

La parte scomoda (ma vera)

Forse perché, a dirla tutta, in quei momenti non vogliamo davvero stare meglio.
Vogliamo sentirci, capirci ( impresa impossibile), stare dentro a quella sensazione senza che nessuno ci dica “passa”.

E quindi scaviamo.

Perché sì, a volte il dolore ha bisogno di spazio.
Di essere ascoltato.

(Il problema è che noi non ci limitiamo ad ascoltarlo…gli diamo anche il microfono, le luci e il pubblico.)

La svolta (senza fare le zen della situazione)

E se invece provassimo a non esagerare?
Non a ignorarlo.
Non a fingere che vada tutto bene.

Ma almeno a non metterci il carico sopra.

Tipo:

  • evitare quella playlist troppo perfetta per piangere
  • non aprire volontariamente quel ricordo
  • cambiare stanza, anche solo per spezzare il momento
  • guardare qualcosa di leggero, senza sensi di colpa

Non per diventare improvvisamente felici.
Ma per non trasformare un momento così così in un disastro completo.

 

Kit anti-autodistruzione (livello umano, non perfetto)

Per quando senti che stai per partire con il film drammatico:

  • cambia playlist (anche controvoglia, tanto peggio di così…)
  • alzati fisicamente da dove sei (sì, anche se il divano ti ha adottata)
  • manda un vocale a qualcuno (anche solo: “oggi giornata no”)
  • guarda una foto che ti faccia ridere davvero
  • fai una cosa piccola e inutile (tipo sistemare un cassetto: inspiegabilmente funziona)

Non risolve tutto.
Ma spesso… evita il tracollo.

“Non sempre dobbiamo tirarci su. Ma almeno smettiamo di spingerci più giù.”

Io, ad esempio, resto ufficialmente meteopatica.

Piove fuori → dramma interiore attivato.
Sole → quasi simpatica.

Non cambierò da un giorno all’altro. E forse nemmeno voglio.
Però una cosa posso provarci: non infierire.

Perché nei giorni no non serve diventare la versione migliore di noi.
Serve solo non diventare la nostra peggior nemica.

(E soprattutto evitare di dirci cose che non diremmo mai a un’amica.)

E tu?
Dimmi la verità: anche tu sei team “playlist triste e affondiamo con dignità” oppure riesci a cambiare rotta?

Ti leggo nei commenti, si accettano consigli pratici 💚

Categoria: Parole che alleggeriscono

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