Di griglia in griglia
Alcune passioni entrano in casa in punta di piedi.
E poi c’è Rino con il barbecue.
Perché lui non si limita semplicemente a “fare una grigliata”. No. Lui entra proprio in un’altra dimensione. Appena sente nell’aria odore di carbonella, brace, legna, fumo o anche solo vede una giornata vagamente adatta, parte quella scintilla nello sguardo che dice una cosa sola: oggi si accende il barbecue.
E poco importa se fuori ci sono 35 gradi, o se sta nevicando, se abbiamo il frigo mezzo vuoto o se l’idea iniziale era mangiare qualcosa di veloce. Rino griglierebbe qualsiasi cosa pur di accendere il barbecue.
Carne, verdure, pane, pesce, formaggi, spiedini improvvisati, pannocchie, zucchine, salsicce, costine, bruschette. Una volta ha grigliato persino i cannolicchi, ma devo ammettere che è stata un ottima scoperta.
Probabilmente, se gli lasciassi campo libero, griglierebbe anche la merenda dei bambini.
E non posso nemmeno dire che sia una fissazione passeggera, perché a casa ormai abbiamo barbecue di ogni tipo e genere. Grande, piccolo, portatile, a carbone, a gas. ovviamente tutto accompagnato da vari accessori: pinze, piastre, spazzole, termometri e attrezzi vari che io non so nemmeno nominare.
Un’altra delle sue mille passioni, insomma.
Ma devo ammetterlo: quando si accende la griglia, l’atmosfera cambia davvero.
Il fascino della griglia: non è solo cucina
La griglia per Rino ha qualcosa di speciale.
Non è solo un modo per cuocere il cibo. È un rito. Si prepara tutto prima, si apparecchia fuori, i bambini girano intorno curiosi, qualcuno chiede “quanto manca?”, qualcuno ruba un pezzo di pane, qualcuno si lamenta del fumo e intanto la cena prende forma lentamente.
A differenza delle ricette veloci da tutti i giorni, quelle che facciamo di corsa tra compiti, giochi sparsi e “mamma ho fame”, il barbecue richiede un altro tempo.
Un tempo più lento, più conviviale.
E forse è proprio questo che piace tanto a Rino: l’idea di cucinare senza chiudersi in cucina, di stare insieme mentre il cibo cuoce, di trasformare una semplice pranzo o cena in un momento da condividere con famiglia e amici.
Perché per lui la griglia non è soltanto cucinare o mangiare. È stare insieme. È ritrovarsi intorno a un tavolo, chiacchierare, aspettare, assaggiare, ridere. E spesso, come succede nelle serate migliori, finire tutto con una bella suonata di chitarra.
Insomma, quando Rino accende il barbecue, non sta solo preparando la cena.
Sta condividendo la sua passione.
Una passione da tramandare
E naturalmente, da vero re della griglia, Rino vorrebbe anche tramandare.
La prescelta, al momento, sembra essere Cloe.
Perché lei, principessa nell’animo, amante del rosa e dei colori confetto, ha però un certo buon gusto per la carne alla griglia.
Soprattutto per le costine.
Ora, io non so se sia normale vedere una bambina con l’aria da principessa affrontare una costina con quella determinazione, ma posso dire una cosa: le pulisce talmente bene che probabilmente nemmeno i cani vorrebbero più quelle ossa.
E questa cosa, agli occhi di Rino, vale quasi come un diploma ufficiale da apprendista grigliatrice.
Lui la guarda con orgoglio, come se davanti non avesse solo sua donnina di casa buon gustaia, ma la futura custode del fuoco sacro del barbecue di famiglia. e Cloe di questo ne va molto fiera.
Io nel frattempo osservo la scena e penso che, tutto sommato, ogni principessa ha il suo talento nascosto.
Quando la carne diventa una questione seria
Se pensate che per Rino la griglia significhi solo salsicce e costine buttate sulla brace, vi sbagliate di grosso.
Per lui la carne è una cosa seria.
Ama scegliere pezzi particolari, tagli frollati o marezzati, belli da vedere ancora prima che da cucinare. Quei pezzi che io guardo pensando “ok, è carne”, mentre lui osserva con l’aria di chi sta valutando un’opera d’arte.
E poi parte la missione: ottenere la cottura perfetta.
Rigorosamente al sangue.
Perché anche qui non si scherza. La carne deve essere cotta fuori, succosa dentro, con quella temperatura interna precisa che lui controlla con una serietà quasi scientifica.
A casa abbiamo almeno tre termometri per la carne. Non uno. Tre.
Uno probabilmente non bastava per sostenere tutta la responsabilità emotiva della cottura perfetta.
Rino li usa per controllare la temperatura interna, verificare il punto giusto, evitare errori, correggere il tiro. Io a volte penso che se mettesse la stessa attenzione nel trovare le cose dentro casa, vivremmo tutti meglio.
Ma sulla carne no, lì non si improvvisa.
Carbonella, bricchetti e legna: la poesia del fuoco
Un’altra cosa che ho imparato è che non tutti i fuochi sono uguali.
Io, ingenuamente, pensavo che accendere il barbecue volesse dire semplicemente fare brace e cucinare.
Invece no.
C’è la carbonella, ci sono i bricchetti, ci sono le differenze, i tempi, la durata del calore, la gestione della temperatura. Tutto un mondo.
Rino usa volentieri carbonella e bricchetti, ma quello che adora di più è la legna.
La legna ha proprio un altro fascino. Fa profumo, fa atmosfera, fa estate, fa casa. Richiede più pazienza, più attenzione, più cura. Ma forse è proprio per questo che a lui piace tanto.
Perché il barbecue, per come lo vive lui, non deve essere solo pratico.
Deve essere un’esperienza.
Il fuoco va seguito, controllato, alimentato. La brace va capita. La carne va rispettata. E nel frattempo, possibilmente, bisogna avere qualcuno vicino a cui spiegare tutto nei minimi dettagli.
A questo proposito, se volete qualche consiglio da Rino sulla cottura alla griglia, vi consiglio di prendere un giorno di permesso dal lavoro.
Perché quando si tocca questo argomento, attacca a parlare e non finisce più.
Come se non fosse già chiacchierone di suo.
Il reparto griglia: un luogo pericoloso
Ormai ho capito che ci sono luoghi in cui non dovrei mai portare Rino senza un piano di emergenza.
Uno di questi è qualsiasi negozio con un reparto barbecue.
Se entriamo per comprare due cose e io vedo in lontananza griglie, accessori, carbonella, affumicatori, pinze, guanti, pietre, piastre o strumenti strani dal nome impronunciabile, ho due possibilità.
O cerco di distrarlo prima che se ne accorga.
Oppure lo saluto e torno a recuperarlo nei giorni seguenti.
Viene risucchiato dal reparto griglia come se fosse entrato in una dimensione parallela. Guarda tutto, confronta, valuta, legge etichette, immagina cotture, studia accessori che secondo me nessun essere umano normale saprebbe usare davvero.
E ogni volta c’è qualcosa che “potrebbe servire”.
Potrebbe.
Parola pericolosissima.
Perché nel mondo del barbecue, a quanto pare, tutto potrebbe servire.
La marinatura: il piccolo trucco che fa la differenza
Una cosa che ho capito è che la marinatura cambia tutto.
Non serve fare cose complicate. A volte bastano olio, limone, rosmarino, aglio, sale e pepe. Oppure olio, paprika dolce, miele e un goccio di salsa di soia per un gusto più deciso. Alcuni usano semplicemente il vino bianco, altri la birra.
Diciamo che come in tutte le cose è una questione di gusti.
A noi ad esempio, piace sperimentare.
La marinatura rende la carne più saporita, il pollo meno asciutto e il pesce più profumato. Anche le verdure, se lasciate qualche minuto con olio ed erbe aromatiche prima di andare sulla griglia, diventano più buone.
Naturalmente ognuno ha il suo metodo.
Rino, per esempio, entra in modalità esperto mondiale di barbecue e inizia a dosare, girare, controllare, assaggiare, spostare pezzi da una parte all’altra della griglia come se stesse dirigendo un’orchestra.
Io guardo, apparecchio e ogni tanto chiedo: “Ma è pronto?”
Domanda che, ovviamente, non va mai fatta a un vero grigliatore.
Idee facili da provare sulla griglia
Tra le ricette più semplici da portare in tavola, ci sono alcune idee che funzionano sempre. Oltre ai grandi classici ovviamente.
Le rustichelle di pollo
Tra le mie preferite, le rustichelle sono perfette anche per i bambini. sono ottime condite con aromi e spezie, o semplicemente al naturale. Restano morbide e profumate.
Bruschette grigliate
Le bruschette grigliate sono un grande classico. Pane croccante, pomodorini, olio buono e basilico. Semplici, estive, sempre gradite.
Verdure miste alla griglia
Le verdure miste alla griglia salvano qualsiasi cena. Zucchine, melanzane e peperoni, belga, radicchio. Possono essere preparate prima e servite tiepide o fredde.
Tomini o formaggi alla griglia
I tomini o formaggi da grigliare sono una coccola vera, soprattutto se accompagnati con verdure o pane tostato.
Gamberoni e calamari alla griglia
I gamberoni e i calamari sono perfetti quando si vuole fare bella figura con pochissimo sforzo. Una marinatura con un filo d’olio, prezzemolo, aglio e vino bianco e pochi minuti di cottura. Davvero ottimi.
Pannocchie grigliate
E poi ci sono le pannocchie, che per me fanno subito estate. Grigliate, leggermente salate, magari con un pezzetto di burro sopra, sono una di quelle cose che mettono allegria solo a guardarle.
La grigliata perfetta non deve essere perfetta
La verità è che una grigliata non deve essere perfetta.
Magari qualcosa si cuoce un po’ troppo, qualcuno arriva tardi, i bambini iniziano a chiedere il pane prima che sia pronto il resto, il fumo va sempre nella direzione sbagliata e alla fine ci si siede a tavola quando ormai qualcuno ha già mangiucchiato metà antipasto.
Però è anche questo il bello.
La grigliata è disordinata, conviviale, rumorosa, piena di mani che passano piatti, bicchieri che si spostano, profumi che restano addosso e chiacchiere che si allungano.
È quel tipo di cucina che non vive solo nel piatto, ma in tutto quello che succede intorno.
E forse è per questo che a Rino piace così tanto. Perché accendere il barbecue non significa solo cucinare. Significa creare un momento.
Il re della griglia a casa nostra
A casa nostra ormai lo sappiamo: se c’è una scusa per grigliare, Rino la trova.
Una giornata di sole? Si griglia.
Una cena con amici? Si griglia.
Una domenica tranquilla? Si griglia.
Abbiamo due zucchine, un pezzo di pane e mezza salsiccia? Secondo lui si può comunque grigliare.
E alla fine, anche se ogni tanto lo prendo in giro per questa sua collezione infinita di barbecue, accessori e termometri, devo ammettere che è una passione bella. Di quelle che portano profumo di casa, di estate, di famiglia, di tavolate semplici ma piene.
Perché certe ricette non sono fatte solo di ingredienti.
Sono fatte di persone, di abitudini, di risate, di fumo negli occhi, di bambini che aspettano le costine, di amici che si siedono senza fretta e di qualcuno che, con aria molto seria, controlla la brace come se da quella dipendesse il destino della cena.
E forse, in fondo, ogni famiglia ha il suo re della griglia.
Noi abbiamo Rino.
Con i suoi barbecue, la sua legna, i suoi termometri, la sua chitarra e quella voglia bellissima di trasformare una cena in un ricordo.
Guai a togliergli il barbecue.
E tu?
Se anche a casa vostra il barbecue non è solo una cottura, ma quasi una filosofia di vita, questo articolo è per voi.
Leggetelo e poi ditemi: anche voi avete un re della griglia in famiglia o siete voi a tenere il comando della brace?
Scrivimelo nei commenti 💚
