Il bagno: scelte di materiali, rubinetteria nera e arredamento
Siamo finalmente arrivati quasi alla fine di questa lunga, sentita e a tratti infinita ristrutturazione.
Dico “quasi” perché ormai l’ho capito: in una casa non si finisce mai davvero. Si chiude un lavoro e ne nasce subito un’idea. Si sistema una stanza e mentre ancora stai togliendo la polvere dai mobili, ti viene già in mente qualcosa da migliorare, cambiare, recuperare o spostare.
E in una casa come la nostra, fatta di storia, vecchi dettagli, nuove scelte e mille possibilità, credo sarà sempre così.
Però c’è un argomento che, più di altri, per noi non è stato semplice: il bagno.
Il bagno nuovo, per noi, è stato un piccolo concentrato di decisioni: pavimentazione, rivestimento, sanitari, vasca o doccia, rubinetteria, arredamento, specchi, colori e materiali in generale
Insomma, entri pensando: “Dai, è solo un bagno”.
E ne esci dopo aver valutato piastrelle, fughe, finiture, misure, nicchie, lavabi, rubinetti e sfumature di grigio cemento come se stessi progettando una spa in mezzo alle Dolomiti.
Il pavimento effetto legno: continuità con il resto della casa
Per la pavimentazione abbiamo deciso di mantenere la stessa linea scelta per il resto della casa: l’effetto legno.
Una scelta che ci piaceva perché dava continuità agli ambienti, senza spezzare troppo. Volevamo un bagno che non sembrasse una stanza a parte, ma che facesse parte del progetto generale della casa.
L’effetto legno, per noi, ha proprio questo ruolo: scalda, accompagna, rende tutto meno freddo.
Perché va bene il bagno moderno, va bene il design, va bene il “pulito e ordinato”, ma io continuo a pensare che una casa debba restare accogliente. Non deve sembrare una sala esposizione dove hai paura anche ad appoggiare lo spazzolino.
Anche perché con 4 bambini sarebbe davvero un incubo viverla in questo modo.
Ecco, noi volevamo un bagno nuovo si, ma funzionale a prova di famiglia numerosa.
Il rivestimento bagno: non troppo, non ovunque, non con l’effetto “impacchettato”
La scelta del rivestimento è stata una delle più ragionate.
Premetto una cosa: io non sono una grandissima fan dei rivestimenti ovunque. Non amo troppo l’idea del bagno completamente ricoperto di piastrelle su ogni parete, dal pavimento al soffitto.
Non perché non possa essere bello, anzi. Ci sono bagni meravigliosi fatti così.
Semplicemente, per casa nostra, cercavamo qualcosa di più leggero. Qualcosa che avesse carattere, ma senza chiudere troppo l’ambiente. Qualcosa che fosse pratico, ma anche coerente con il resto della casa.
Così abbiamo scelto una soluzione che facesse davvero al caso nostro: rivestire solo la parte del bagno dove saranno posizionati sanitari, lavandini e doccia.
Una scelta più essenziale, ma secondo noi molto più equilibrata.
Il bagno resta funzionale, perché le zone più delicate sono protette, ma allo stesso tempo non diventa troppo carico. E questa, per me, è stata una bella via di mezzo tra praticità ed estetica.
La doccia in fondo al bagno, davanti alla finestra
La doccia abbiamo deciso di posizionarla in fondo al bagno, occupando lo spazio davanti alla finestra.
Lo so, detta così può sembrare una scelta un po’ insolita.
Una di quelle idee che all’inizio ti fanno fermare e dire: “Aspetta. Siamo sicuri?”
Perché quando ristrutturi succede spesso così: hai un’idea, ti sembra bellissima, poi inizi a immaginarla nella realtà e partono i dubbi. Ma in questo caso non ne ho avuto nemmeno uno, il bagno del piano di sopra ha la vasca nella stessa posizione ma con vista sul retro, dove le poche volte che riesco a dedicarmi un bagno rilassante posso ammirare il panorama, le montagne, la natura. Non ha prezzo!
Ecco perché, in questo caso, siamo andati a colpo sicuro. Non avremo la stessa posizione e visuale, ma non mancherà la luce.
La doccia in fondo al bagno crea un effetto molto bello, ordinato, quasi scenografico. Chiude lo spazio in modo naturale e dà al bagno una sua personalità.
Non la classica soluzione vista e rivista, ma una scelta pensata per il nostro ambiente. E forse è proprio questo il punto: non sempre la soluzione più “standard” è quella giusta per ogni casa.
A volte bisogna ascoltare lo spazio.
E ogni tanto anche osare un po’.
Piastrelloni effetto cemento, con foglie verdi e avorio
Per il rivestimento abbiamo scelto dei piastrelloni effetto cemento, in linea con il carattere della casa.
Non volevamo un effetto troppo freddo o industriale. Così abbiamo optato per una tonalità verde, con un effetto tipo foglia, capace di dare movimento senza diventare troppo invadente.
Mi piace perché richiama un po’ quella sensazione naturale che cerchiamo spesso in casa: materiali semplici, colori non troppo urlati, dettagli che si fanno notare ma senza prendere il sopravvento.
Per la doccia, invece, abbiamo mantenuto la stessa tipologia di piastrella, ma in color avorio e senza disegno.
Una scelta che alleggerisce l’insieme e crea un contrasto delicato con la parte verde. Il risultato ci piace tantissimo: c’è carattere, ma anche equilibrio.
E io, quando trovo equilibrio tra “mi piace tantissimo” e “non mi stancherà domani mattina”, mi sento già una persona serena.
Poi magari cambio idea tra due anni, ma per ora lasciatemi vivere questa illusione.
Sanitari semplici, moderni ma non troppo
Per i sanitari abbiamo scelto una linea semplice, moderna ma non troppo.
Non volevamo qualcosa di eccessivamente particolare, cercavamo una soluzione pulita, pratica, attuale, ma senza quell’effetto troppo rigido da bagno super minimal dove tutto sembra bellissimo finché non ci vive nessuno.
Perché questa è sempre una delle mie paure quando guardo certe ispirazioni online: tutto stupendo, tutto perfetto, tutto ordinato.
Poi però penso alla vita vera.
Agli asciugamani appoggiati di corsa.
Al dentifricio aperto.
Ai bambini che schizzano ovunque.
Ai prodotti nella doccia.
Ai capelli nel lavandino che compaiono misteriosamente anche quando tu giuri di aver appena pulito.
E allora torno con i piedi per terra.
Il bagno deve essere bello, sì. Ma deve anche sopravvivere a noi.
Il piatto doccia effetto cemento e la nicchia porta prodotti
Per il piatto doccia abbiamo scelto un modello Base Beton 160 x 80, in un grigio effetto cemento, con griglia in acciaio inox.
Il colore richiama le piastrelle e mantiene quella continuità materica che volevamo dare all’ambiente. Non volevamo un elemento troppo staccato dal resto, ma qualcosa che si inserisse in modo naturale.
Una scelta pratica, pulita e coerente.
E poi c’è una delle cose che mi piacciono di più: la nicchia ricavata nella doccia.
La nicchia, per me, è una di quelle piccole grandi soddisfazioni da ristrutturazione.
Sembra un dettaglio, ma cambia tutto. Ti permette di riporre shampoo, bagnoschiuma e prodotti vari senza riempire la doccia di mensoline, cestini appesi, ventose che cedono nel cuore della notte e flaconi in equilibrio precario.
La nicchia invece è lì. Pulita, comoda, ordinata. Una piccola chicca pratica, ma anche molto bella da vedere.
Rubinetteria nera e box doccia con finiture nere: la scelta più discussa
La vera chicca del bagno, però, è un’altra: la rubinetteria nera e il box doccia con finiture nere.
Lo so, ultimamente si vedono tantissimo. Rubinetti neri, profili neri, dettagli neri ovunque.
E proprio per questo, forse, la scelta ci ha fatto pensare parecchio.
Perché quando una cosa è di tendenza, il dubbio arriva subito: ci piacerà anche tra qualche anno? È una scelta davvero nostra o ci siamo fatti influenzare dalle immagini viste ovunque? Sarà pratica? Sarà delicata? Si macchierà subito?
E poi, naturalmente, la domanda regina: “Ma il calcare?”
Perché puoi anche sognare il bagno effetto rivista, ma se vivi nella vita reale il calcare prima o poi si siede accanto a te e partecipa alle decisioni.
Questa scelta non è stata presa a cuor leggero.
Ci siamo chiesti se il nero potesse stancarci. Se fosse troppo impegnativo. Se si sarebbe rovinato facilmente. Se forse era meglio andare sul classico, scegliere qualcosa di più sicuro, più neutro, più “così non sbagliamo”.
Poi però ci siamo fermati su una cosa molto semplice: ci piaceva davvero.
E a volte, dentro una ristrutturazione, questa dovrebbe essere una risposta sufficiente.
Non sempre bisogna scegliere solo ciò che sembra più prudente. Non sempre bisogna farsi bloccare dalla paura che qualcosa si rovini, si usuri, cambi nel tempo.
Stiamo facendo casa. E una casa va vissuta.
Si rovinerà? Probabile.
Si usurerà? Sicuramente.
Ci sarà da pulire? Non ne parliamo nemmeno, che mi viene già da cercare uno straccio e un tutorial motivazionale.
Però almeno avremo scelto qualcosa che ci rappresenta. Qualcosa che ci piace. Qualcosa che, ogni volta che lo guardiamo, ci fa dire: “Sì, questa scelta l’abbiamo voluta davvero”. E per me questo conta tantissimo.
Il mobile bagno: effetto legno, doppio lavabo e doppio specchio
Per l’arredamento abbiamo scelto un piano d’appoggio effetto legno, con doppio lavabo sempre d’appoggio e doppio specchio.
Una soluzione che unisce praticità ed estetica.
Il doppio lavabo ci piaceva perché rende il bagno più comodo e anche più scenografico. Il doppio specchio, invece, aiuta a dare ordine e simmetria, senza appesantire troppo.
L’effetto legno riprende il calore del pavimento e crea un bel contrasto con le finiture nere e il rivestimento effetto cemento.
È proprio questo mix che mi piace: il legno che scalda, il cemento che dà carattere, il verde che porta movimento, l’avorio che alleggerisce, il nero che definisce.
Alla fine il bagno sta diventando esattamente quello che speravamo: moderno, ma non freddo. Semplice, ma non banale. Pratico, ma con personalità.
Un bagno che non cerca di essere perfetto per tutti, ma giusto per noi.
Le scelte di casa non devono convincere il mondo
Se questa ristrutturazione mi sta insegnando qualcosa, è che ogni scelta porta con sé almeno dieci dubbi.
Soprattutto quando non vuoi fare una casa qualunque.
Quando provi a mantenere una coerenza, a rispettare quello che c’era prima, a inserire qualcosa di nuovo senza cancellare tutto, le decisioni diventano ancora più delicate.
Perché non stai solo scegliendo una piastrella.
Stai decidendo che atmosfera vuoi vivere ogni giorno.
Non stai solo scegliendo un rubinetto.
Stai scegliendo un dettaglio che vedrai la mattina appena sveglia, magari con un occhio aperto e l’altro ancora disperso sotto il cuscino.
Non stai solo scegliendo un mobile.
Stai immaginando come sarà la tua routine, come ti muoverai, dove appoggerai le cose, quanto ti sentirai bene dentro quello spazio.
E allora sì, ci saranno sempre scelte più furbe, più classiche, più sicure.
Ma ci sono anche scelte che ti fanno sorridere.
E forse sono proprio quelle che rendono una casa davvero tua.
Una frase che voglio ricordarmi
“Una casa non resta perfetta: si consuma, cambia, si sporca, si vive. Ed è proprio lì che diventa nostra.”
Il nostro bagno non è ancora un bagno da rivista.
E forse non lo sarà mai.
Perché ci saranno asciugamani fuori posto, flaconi nella doccia, bambini che entreranno mentre stai cercando due minuti di pace, specchi da pulire e rubinetti neri che probabilmente mi ricorderanno spesso l’esistenza del calcare.
Ma sarà il nostro bagno.
Scelto, pensato, discusso, immaginato e costruito dentro questa casa che piano piano sta prendendo forma.
E alla fine credo sia questo il bello della ristrutturazione: non creare una casa perfetta, ma una casa in cui riconoscersi.
Anche nelle scelte un po’ coraggiose.
Anche nei dubbi.
Anche in quella rubinetteria nera che ci ha fatto fare mille domande, ma che oggi guardiamo con la soddisfazione di chi ha scelto con il cuore, e non solo con la paura di sbagliare.
E voi?
Avreste osato la rubinetteria nera in bagno o sareste rimasti sul classico?
Sono curiosa di sapere se anche voi, davanti a certe scelte di casa, vi siete fatti mille domande… magari fissando una piastrella come se dovesse darvi lei la risposta definitiva. 💚
Articolo in aggiornamento con foto e materiali. Appena il bagno sarà davvero finito, aggiungerò tutti i dettagli… perché in ristrutturazione “manca poco” è una frase molto pericolosa.

Penso che per via del calcare, che sia nera, o d’acciaio bisognerà starle dietro comunque.