Ci siamo quasi…
quel momento dell’anno che da bambini aspettavamo come la liberazione assoluta, l’ultimo giorno di scuola.
Quello degli zaini svuotati, i compiti che diventano un progetto a lungo termine (ma si ho 3 mesi per pensarci), il saluto alle maestre con gli occhi già puntati all’estate.
Quel momento in cui ti senti improvvisamente leggero. Libero
Poi cresci.
Diventi genitore.
E capisci che la fine della scuola… è anche l’inizio delle acrobazie organizzative 😩
La fine della scuola in un certo senso è un attimo di pausa anche per me.
Pausa dalle corse mattutine, dai pasti domestici preparati all’alba, dalle notifiche dei registri elettronici che ci avvisano dell’arrivo dei compi. Pausa dagli impegni scolastici in generale.
Arriva quel momento dove puoi goderti la famiglia ed è bellissimo.
Avere i figli a casa, le giornate più lente, le serate più lunghe, le colazioni senza la corsa del “muoviti che è tardi!” non ha prezzo.
Ma fare combaciare tutto? Quello a volte sembra uno sport olimpico, soprattutto nelle famiglie in cui si lavora, o in quelle numerose come la nostra, dove ogni figlio ha età, esigenze e ritmi completamente diversi:
C’è il piccolo da gestire tutto il giorno.
C’è chi avrebbe bisogno di essere intrattenuto continuamente.
C’è chi dovrebbe fare i compiti delle vacanze… ma improvvisamente sviluppa una fortissima allergia a penne e quaderni.
E nel frattempo ci siamo noi adulti.
Con il lavoro.
Le commissioni.
Le lavatrici che misteriosamente triplicano in estate.
I pasti da preparare.
I turni da incastrare.
Ed é qui che si aziona il Tetris famigliare.
A volte mi sento come quelle persone che tengono in aria venti piatti contemporaneamente.
Con la differenza che uno dei piatti urla perché vuole il ghiacciolo, uno piange, uno ha perso le ciabatte e il gatto nel frattempo sta entrando in casa pieno di terra.
Eppure…Dentro questo caos ci sono anche cose bellissime:
Ci sono i pomeriggi improvvisati.
Le biciclette lasciate in giardino.
I gelati mangiati tardi.
I film sul divano tutti insieme.
Le giornate storte che poi finiscono a ridere… oppure finiscono storte e basta 😅
Perché la verità è che l’estate delle famiglie non è mai quella perfetta delle pubblicità.
È molto più rumorosa, stancante e disordinata. Ma va bene così.
Dovremmo ricordarcelo più spesso: “non serve organizzare ogni giornata in modo impeccabile per creare ricordi belli”
I miei ricordi da bambina sono fatti di cose semplici. Anche solo la sensazione di vivere casa.
E poi ci sono i capitoli che finiscono davvero
Quest’anno, per noi, la fine della scuola avrà anche un sapore diverso.
Elia e Fede finiranno le elementari.
E questa cosa, sinceramente, mi emoziona tantissimo.
Da una parte li guardi e pensi:
“Ma quando sono cresciuti così?” Dall’altra senti anche quella preoccupazione tipica dei genitori.
Le medie, una nuova scuola, nuove responsabilità, nuovi compagni e nuovi insegnanti che chiameranno “professori”.
Un’età delicata che inizia piano piano a bussare alla porta.
E nel mezzo ci siamo noi, con il cuore un po’ pieno, che saluteremo un pezzo importante della loro infanzia.
Delle recite, agli zaini quasi più grandi di loro.
Delle tabelline, alle poesie studiate sul tavolo della cucina.
Da domani potrebbe già cambiare tutto.
Perché i ragazzi magari fanno i duri…ma poi li guardi bene e capisci che anche loro sentono il cambiamento.
L’emozione, la nostalgia, la paura mischiata con l’entusiasmo.
Ed è incredibile vedere come certi passaggi facciano crescere un po’ tutti. Non solo loro, ma anche noi genitori.
Tra campi estivi, compiti e sensi di colpa
Credo che uno dei pensieri più comuni tra noi genitori sia questo: sto facendo abbastanza?
Tra compiti, noia, televisione, attività varie e sensi di colpa… a volte cerchiamo solo di trovare un equilibrio senza impazzire e intanto cerchiamo semplicemente di sopravvivere a giugno, luglio e agosto senza perdere completamente la sanità mentale 😄
I campi estivi sono spesso una grande soluzione… ma oggi, per molte famiglie, sono diventati davvero difficili da sostenere. In una casa con quattro bambini, una sola settimana, nel complesso, può arrivare a costare quanto uno stipendio normale. Ed è anche per questo che tanti genitori si ritrovano ogni estate a cercare incastri, aiuti e soluzioni alternative.
La verità è che l’estate perfetta probabilmente non esiste.
Esistono famiglie che cercano di trovare un equilibrio tra lavoro, stanchezza, figli da gestire e desiderio di esserci davvero… una quotidianità che corre comunque velocissima e noi, forse, stiamo facendo molto più di quanto crediamo.
“I figli non ricorderanno le giornate perfette. Ricorderanno come si sentivano dentro casa.”
Ricorderanno estati vissute davvero. Imperfette, rumorose e piene.
Ed è forse proprio questo il ricordo più bello che possiamo lasciare ai nostri figli.

Per voi con l estate tante novità