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Come vivere in una casa in ristrutturazione senza impazzire

Posted on 2 Aprile 20262 Aprile 2026 by RobyBell

Quando i lavori sembrano interminabili

Ci sono momenti in cui la casa non è più casa.
È un cantiere aperto, un passaggio, un incastro continuo tra quello che era e quello che sarà.
Noi siamo esattamente lì.

Abbiamo iniziato i lavori a novembre con la parte più impegnativa, quella che non si vede ma che fa la differenza.
Hanno scavato 60 cm sotto terra per isolare la casa dall’umidità di risalita, usando un metodo che, a quanto ci hanno spiegato, si utilizza persino per le dighe.

Poi impianti, tantissima polvere e ovviamente un rumore continuo ( che per Imai è diventato un modo alternativo alla Ninna Nanna).
Ora siamo nel pieno di un’altra fase, quella finale : tra pochissimo abbatteremo il muro delle scale che collegherà i due piani, mentre sopra iniziano i lavori nella zona notte.

Insomma: una bella stanghetta sulla parola “tranquillità”.

E la verità?
La cosa più difficile non è nemmeno il lavoro in sé.
È la polvere.
E il sapere che dovremo conviverci ancora per un po’.

Il caos vero: vivere in mezzo ai lavori

La nostra casa oggi è un mix tra:

  • scatoloni ovunque
  • stanze che cambiano funzione
  • spazi che non esistono più (e altri che ancora non esistono)

La nostra camera da letto, ad esempio, è diventata un magazzino.
E più passano i mesi, perché sì, da 3 sono diventati 6, più passa anche la voglia di sistemare.

E qui arriva una verità che non ti dicono:
👉 più il caos dura, meno energie hai per combatterlo.

Questo, però, mi ha insegnato una cosa importante: ho abbassato le aspettative. Anche con i bambini.
Le regole restano, ma sul disordine… diciamo che chiudiamo un occhio (a volte anche tutti e due).

Come vivere una casa in ristrutturazione senza impazzire

1. Accettare che nulla sarà perfetto per un bel po’

(che poi si sa, con i bambini in casa la perfezione è già un miraggio di suo)

Aspettare che tutto sia finito per vivere la casa è un errore.

La casa, in questo periodo, va attraversata, non controllata.
Bisogna accettare che questo cambia tutto.

2. Trovare un motivo più grande del caos

Quello che mi ha salvata nei momenti peggiori è stato uno solo:
👉 sapere che tutto questo sacrificio ha un senso.

Stiamo costruendo la nostra casa.
Quella vera.

E anche quando arrivavano imprevisti (perché arrivano sempre), questo pensiero mi riporta lì.

3. Pensare per fasi, non per risultato finale

Se guardi tutto insieme, ti viene voglia di scappare.

Se invece pensi:

  • oggi superiamo questa fase
  • poi vediamo

diventa più gestibile.

Rino dice che siamo allo sprint finale.
Io dico che se ne usciamo con la sanità mentale, possiamo considerarci indistruttibili.

4. Semplificare, anche a costo di “lasciar stare”

Non è il momento di avere la casa perfetta.
È il momento di alleggerire.

Meno oggetti, meno pretese, meno rigidità.

Anche perché, diciamolo:
👉 se sei una minimalista come me… questa è una prova di vita.

5. Accettare l’aiuto (senza sentirsi in difetto)

In questi giorni abbiamo dovuto fare una cosa concreta:
smontare cucina e sala da pranzo in tre giorni.

Tre giorni nemmeno pieni.
Avrei voluto sistemare tutto nelle scatole come fece Mago Merlino nella Spada Nella Roccia.
Invece mi sono ritrovata a riempire scatole che venivano svuotate per gioco da Imai in tempo zero.

Ecco, visto che che si siamo vorrei anche un premio Nobel per la pazienza 😅

Da ieri ci siamo appoggiati alle nostre famiglie per andare avanti.
Smistati come pacchi al deposito, chi di qua, chi di là.

I bambini sono felicissimi ovviamente e ci credo, tra nonni e coccole è una festa continua.
Per noi è più complesso.
Per chi ci ospita, sicuramente è un sacrificio.

Ma la verità è questa:
👉 da soli, non sempre si può fare tutto.

E trovare aiuto, quando c’è, è una fortuna enorme.

6. Non perdere di vista L’obiettivo!

Non c’è una cosa che non rifarei.
Nemmeno una.

Anche se, detta sinceramente, affrontare una ristrutturazione così con 4 bambini (di cui uno piccolissimo)… è stata una scelta un po’ da kamikaze.

Ma ne vale la pena. Sempre.

Le case non si costruiscono solo con i lavori, ma con la pazienza che ci metti mentre aspetti che finiscano.

Le mie conclusioni:

Questa casa oggi è un cantiere.
Ma è anche il luogo dove stiamo costruendo qualcosa di nostro, giorno dopo giorno.

Non è perfetta.
Non è finita.
Ma è già casa.

E se c’è una cosa che ho capito è questa: non serve aspettare la fine per iniziare a viverla.

E tu?
Hai mai vissuto una casa in piena ristrutturazione?
O stai attraversando anche tu questo periodo un po’ sospeso?
Se ti va raccontamelo, voglio sapere in quanti come noi hanno fatto queste scelta un po Kamikaze. 💚

 

Anticipazioni…

In questi giorni abbiamo smontato completamente cucina e sala da pranzo per trasformarle nella nuova camera da letto con cabina armadio.
Ma questa è un’altra storia… e te la racconto nel prossimo articolo.

Categoria: Tra mura e meraviglie

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