Viviamo in un mondo iperconnesso. Gli schermi ci circondano: computer, smartphone, tablet, TV… e tra call di lavoro, ricette cercate al volo, registri elettronici e app per pagare il parcheggio (a proposito: c’è un’app anche per ricordarsi dove abbiamo lasciato il cervello?), è inevitabile che anche i nostri bambini ne siano incuriositi.
Ma è davvero possibile crescere figli “tecnologicamente sani” oggi? Forse sì. E in questo articolo vi racconto come ci stiamo provando nella nostra famiglia… con qualche inciampo, tanti aggiustamenti e zero giudizi.
Non voglio fare la mamma perfetta – anche perché non esiste – ma vi parlo da mamma stanca, reale, che ha vissuto un periodo difficile e ne è uscita con un’idea più chiara di ciò che conta davvero.
C’è stato un tempo, qualche anno fa, in cui mio figlio – allora seienne – sembrava sempre nervoso, agitato, insoddisfatto. Il motivo? L’ho capito tardi. Tra mille impegni, lavoro, un matrimonio che stava già perdendo i pezzi e giornate che sembravano non finire mai, spesso lo “parcheggiavo” davanti alla TV, pensando fosse una soluzione innocua. Tanto – mi dicevo – erano “video per bambini”.
Solo dopo ci siamo accorti che uno di quei personaggi, vestito da pupazzetto e mascherato da contenuto baby-friendly, era in realtà aggressivo, violento e lo stava condizionando. Il risultato? Un bambino agitato e una mamma in colpa.
Abbiamo dovuto fare un bel reset. E da lì è nato il nostro piano B, a fatica, un passo alla volta. Oggi posso dire che per la nostra famiglia è stata la scelta più giusta. Siamo passati da “tanto non fa male” a “tutto ha un tempo e un senso”. E sì, anche noi adulti passiamo ore davanti a uno schermo — chi per lavoro, chi per passatempo, chi per trovare l’offerta del giorno su un sito cinese di cui poi ci pentiamo.
Ma proprio perché siamo così immersi nella tecnologia, è importante insegnare ai nostri figli come starci dentro, e non sotto.
Lo abbiamo imparato così
(Tradotto: non è il vangelo, ma ci ha aiutati!)
📺 La TV non è il nemico, ma va dosata come lo zucchero. Un po’ va bene, troppo fa male. Meglio se scelta e condivisa.
🎮 Un videogioco nel weekend può essere divertente, ma con un timer. Così resta un gioco, non una dipendenza.
📱 YouTube è come un coltello: utile, ma non lo si lascia in mano a un bambino. Mai senza supervisione.
🍿 Una serata film in famiglia vale più di mille cartoni messi a caso. Da noi è diventata una tradizione: domenica sera + film + buffet di schifezze fatte in casa = connessione vera.
📵 Niente telefoni o tablet personali. Per ora. Quando sarà il momento, ci arriveremo… insieme.
“La tecnologia dovrebbe migliorare la nostra vita, non prenderne il controllo.”
— Harvey B. Mackay
Non giudico chi fa scelte diverse. Davvero. Ognuno di noi fa ciò che può con gli strumenti e le energie che ha. Ma mi chiedo: quanto la tecnologia ha cambiato noi e i nostri figli?
Spesso vedo bambini piccolissimi nel passeggino con un telefono in mano, intenti a guardare video. È comodo, certo. È facile, anche. Ma fa bene davvero? O è solo la soluzione più rapida in un mondo che ci chiede di correre sempre?
Anche noi adulti siamo costantemente connessi. A volte sembra che lo smartphone sia il nostro nuovo arto. (Prossimamente: App per abbracciare i figli da remoto?)
Allora non sorprende che già da piccolissimi i bambini siano affascinati dagli schermi: è la prima cosa che vedono dopo mamma e papà.
E ora tocca a voi…
Vi ritrovate in questa storia?
🧐 Anche voi vi siete accorti tardi di un contenuto poco adatto?
🎮 Che regole avete in casa per tablet e videogiochi?
📵 Avete mai provato a fare una “disintossicazione digitale” in famiglia?
Parliamone nei commenti. Non per giudicarci, ma per condividere, sostenerci e magari rubarci idee sane per crescere figli felici… e con gli occhi ancora capaci di guardare il mondo vero. 💚
