Nel primo articolo abbiamo smascherato i “cinque minuti” degli adulti:Solo cinque minuti: la bugia più amata della vita adulta quelli che dovrebbero essere una cosa veloce e invece diventano una saga.
E fin qui, pensavo di aver chiuso il caso.
Poi ho sentito una vocina da una stanza lontana dire: “Mamma, solo cinque minuti!”
E ho capito una verità scomoda (ma anche un po’ tenera): non è solo una bugia da grandi. È una tradizione di famiglia.
E quindi eccoci qui: dopo i cinque minuti… degli adulti, oggi tocca a loro.
Solo cinque minuti: la bugia più amata… dai bambini.
“Solo cinque minuti.”
Se lo dico io, è una promessa piena di speranza.
Se lo dicono loro, i bambini, è un incantesimo. Un incantesimo potente, di quelli che piegano le leggi del tempo e confondono gli adulti.
Perché “solo cinque minuti” in versione bambini non significa mai “cinque”.
Significa: fammi restare ancora un po’ nel mio mondo, poi torno.
E il loro mondo, di solito, è molto più interessante del nostro.
Ci sono giornate in cui mi sembra che i bambini vivano in un fuso orario tutto loro.
Uno dove:
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cinque minuti possono durare un’eternità,
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e un’eternità dura comunque cinque minuti, ma solo quando li chiami per apparecchiare.
I cinque minuti più famosi della storia
Ecco alcuni “solo cinque minuti” che ho sentito pronunciare con una sicurezza da premio Nobel:
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“Solo cinque minuti e spengo la TV.”
Traduzione: sto aspettando la parte migliore. Che inizia sempre tra cinque minuti. -
“Solo cinque minuti e arrivo.” (dalla camera)
Traduzione: mi sono dimenticato perché ero venuto qui, ma ora sto costruendo una civiltà con i LEGO. -
“Solo cinque minuti e mi vesto.”
Traduzione: ho appena scoperto che il pigiama è un’identità, non un indumento. -
“Solo cinque minuti e faccio i compiti.”
Traduzione: devo prima fissare il quaderno per vedere se si compila da solo. -
“Solo cinque minuti e vado a dormire.”
Traduzione: sto negoziando con la notte. E la notte sta vincendo.
E noi adulti, ingenui, lì a credere che il “cinque minuti” sia una misura universale.
Spoiler: per i bambini è più una poesia.
Perché per loro cinque minuti contano così tanto?
A pensarci bene, è un tema enorme, anche se fa ridere.
Perché i bambini usano “solo cinque minuti” quando stanno bene.
Quando sono immersi in qualcosa che li prende, che li calma, che li diverte, che gli dà un senso di controllo.
Quello che noi chiamiamo “capriccio”, a volte è solo questo:
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non voglio essere strappato via di colpo.
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non voglio chiudere ora una cosa che mi fa sentire al sicuro.
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non voglio passare da un mondo all’altro senza salutare.
E la verità è che, dentro quelle parole, spesso c’è una richiesta molto dolce:
“Dammi il tempo di finire. Dammi il tempo di prepararmi. Dammi il tempo di cambiare scena.”
La parte comica (e un po’ tragica) è che… ci somigliano
La cosa che mi fa sorridere è che, se li ascolti bene, i bambini non sono poi così lontani da noi.
Anche noi diciamo “solo cinque minuti” quando:
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siamo stanchi,
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siamo pieni,
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stiamo cercando un angolino di pace,
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oppure stiamo facendo finta di avere il controllo della giornata.
Solo che noi lo diciamo con la faccia seria e l’agenda aperta.
Loro lo dicono con le briciole in mano e la fantasia accesa.
E forse è per questo che mi intenerisce: perché in fondo la richiesta è la stessa.
Non è “voglio comandare”. È “voglio un attimo”.
“I bambini non chiedono tempo. Chiedono un passaggio morbido da un mondo all’altro.”
Quindi sì: “solo cinque minuti” in versione bambini è una bugia meravigliosa.
Ma è anche un messaggio.
È il loro modo di dirci che il tempo non è solo orologio: è emozione, attesa, desiderio, immersione.
E che cambiare attività, per loro, non è una cosa tecnica. È un piccolo distacco.
Noi genitori, spesso, siamo di corsa. E va bene, succede.
Ma quando riesco, provo a ricordarmi questo: quel “cinque minuti” non è sempre una sfida. A volte è solo una richiesta di dolcezza.
E poi, diciamolo: se esistesse davvero un “solo cinque minuti” che dura cinque minuti… lo vorrei anch’io. Solo per bere il caffè caldo.
E adesso dimmelo tu
Qual è il “solo cinque minuti” più famoso di casa tua?
TV, giochi, compiti, nanna… o quel misterioso “arrivo subito” che non arriva mai?
Scrivimelo nei commenti: voglio ridere insieme (e magari rubare qualche frase geniale di sopravvivenza) 💚

Bellissimo