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Rugby per bambini: uno sport come scuola di vita

Posted on 21 Ottobre 202521 Ottobre 2025 by RobyBell

Con l’inizio dell’anno scolastico ricomincia anche la solita giostra di orari, compiti e decisioni da prendere: “Che sport facciamo quest’anno?”
Chi ha figli lo sa: settembre è il mese delle prove sportive, quelle in cui li vedi entusiasti per due settimane e poi… improvvisamente “non è più divertente”.
A casa nostra, le prove sportive sono state come i nuovi giochi di Natale: amatissimi all’inizio, dimenticati sotto il letto a gennaio.

Elia, il mio bambino di quasi dieci anni, è sempre stato pieno di energia ma mai convinto di uno sport in particolare.
Quest’anno però, qualcosa è scattato.
Abbiamo scoperto il rugby per bambini e da lì si è aperto un mondo tutto nuovo, per lui e anche per me.
Inizialmente eravamo preoccupati per la gestione ed i vari impegni sportivi; tre bambini da seguire in diverse discipline, uno piccolo che ci accompagna ovunque, orari e giorni della settimana che si accavallano, compiti e materie di studio da incastrare nel mezzo…  Aiuto!!!
Poi ci siamo seduti a tavolino e ne abbiamo discusso.  Durante la prima prova siamo rimasti piacevolmente colpiti dalle parole di uno dei coach che ci ha accolto: ” il rugby insegna ai nostri ragazzi che non si deve aver paura di cadere, l’importante è avere la forza di rialzarsi sempre”. Questa ovviamente era anche una metafora di Vita.
Sembrava un investimento a lungo termine, non perché Elia dovesse diventare il giocatore numero 1, ma perché il rugby avrebbe insegnato al nostro bambino, le basi per sopravvivere a questo mondo difficile.

Elia gioca con il Rugby Volpiano, una squadra della cintura torinese, vicino a Leinì.
Appena arrivati in campo, ho capito che l’atmosfera che si respirava era diversa: niente urla, niente confronti, niente gare di perfezione. Solo bambini che imparano a fare squadra, a sostenersi e a divertirsi.
Il rugby non ti insegna a competere, ma a collaborare. Non conta chi segna la meta più bella, ma chi tende una mano quando qualcuno cade.
E per un bambino in preadolescenza, che inizia a misurarsi con il mondo e con sé stesso, questo messaggio vale più di mille medaglie.

L’inizio di un’avventura :

Già dal primo allenamento, pur non conoscendo regole o modalità di gioco, si è sentito subito a suo agio.
Il contatto fisico non lo ha spaventato, anzi, sembrava quasi divertirlo. Ma quello che mi ha colpito non è stata la parte atletica: è stato lo sguardo.
Ho visto nei suoi occhi una luce diversa, quella di chi sente di appartenere a qualcosa.

Gli allenatori e i compagni lo hanno accolto con naturalezza, senza giudizi, senza etichette.
E dopo solo tre allenamenti, è arrivata anche la sua prima partita. Non perché fosse “nato per il rugby”, ma perché volevano fargli capire che faceva già parte della squadra, nonostante fosse l’ultimo arrivato.
Per lui è stato bellissimo.
Per una volta non ha dovuto dimostrare, non ha dovuto strafare per essere accettato: andava bene così com’era.
E per un bambino con il suo carattere, in cerca di continue certezze e approvazioni ,tutto questo è stato fondamentale per iniziare con il piede e la grinta giusta.

I valori che il rugby trasmette (e che altri sport spesso trascurano):

Nel rugby non vinci da solo : vinci con gli altri.
Non si tratta solo di fisico, ma di rispetto, lealtà, fiducia, solidarietà.
Quando un ragazzo impara a cadere e a rialzarsi, non lo fa solo sul campo: lo fa nella vita.
E, per un preadolescente in crescita, questi insegnamenti valgono più di ogni trofeo.

“Il rugby è lo sport dei duri dal cuore gentile.”
(E chi ha assistito a un allenamento lo sa bene.)

Cosa serve per iniziare se tuo figlio o tua figlia vuole provare il rugby, ecco l’equipaggiamento base:

  • Paradenti (sì, suona drammatico, ma serve solo per sicurezza — e per poter sorridere a fine partita con tutti i denti al loro posto)
  • Scarpe con tacchetti, indispensabili per correre anche quando il campo sembra un pantano
  • Caschetto da rugby, utile per evitare botte troppo “affettuose”
  • E naturalmente… la palla ovale!

Io ho trovato tutto da Decathlon, con una spesa contenuta e prodotti perfetti per i più piccoli.
Ah, dimenticavo: di solito si porta a casa qualche meta (così si chiama il goal del rugby)… e, nei giorni migliori, anche un livido da ricordare. Ma sono ricordi che fanno crescere e che, in fondo, raccontano la bellezza del gioco vero.

Consigli per i genitori (parte “guida nella guida”)

Aspettative realistiche: non puntare subito ai risultati, ma al coinvolgimento e al divertimento.
Parola chiave “sport non agonistico per bambini”: ricordati che spesso i primi anni sono solo per imparare e giocare.
Ascolta il bambino: se dopo qualche mese “non va”, non è un fallimento,è una scelta da rispettare.
Coinvolgi la comunità: fai conoscere la squadra locale, come il Rugby Volpiano, invita altri genitori a vedere gli allenamenti.

Le mie conclusioni:

Quando penso a questa esperienza, non vedo solo un bambino che ha iniziato uno sport: vedo un ragazzo che ha trovato un posto dove contare, dove sbagliare e provare ancora.
Se oggi dovessi dare un consiglio a un genitore: non cercare lo sport perfetto, cerca il posto dove tuo figlio può sentirsi parte.
Per Elia è stato il rugby. Per altri sarà danza, nuoto o musica , ciò che conta è quell’entusiasmo sincero che nasce quando si sente di appartenere a qualcosa. L’importante è il sorriso che torna ogni giorno.

E voi?
Avete trovato “lo sport giusto” per i vostri bambini? Avete mai pensato al rugby? Se siete delle nostre parti Rugby Volpiano cerca bambini che hanno voglia di divertirsi e di fare squadra 😉  💚

Categoria: La Tribù Felice

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