Perché l’ho scelto
Quando ho piantato il mio primo rosmarino, confesso: non era una mossa studiata. Mi piaceva il profumo, immaginavo di usarlo nelle patate al forno e… beh, mi sembrava resistente. Il rosmarino una specie di pianta spartana, capace di arrangiarsi anche se io dimenticavo di darle un minimo sindacale di attenzioni.
Non so se sia stato amore a prima vista, ma da allora ci facciamo compagnia. Lui cresce, io mi sento fiera di lui (e un po’ anche di me).
Come prendersene cura (senza impazzire)
- Ama il sole – più ne prende, meglio sta. Un posto ben esposto è perfetto.
- Poco assetato – innaffialo solo quando il terreno è asciutto. Se dimentichi l’annaffiatoio ogni tanto, lui non si offende.
- Terreno leggero e drenato – detesta i ristagni d’acqua. Se sta in vaso, assicurati che dreni bene.
- Taglialo con amore – una potatina leggera ogni tanto lo tiene ordinato e felice.
- Un po’ di protezione d’inverno – se le temperature crollano, fagli un favore: coprilo o mettilo al riparo.
I suoi drammi (quando decide di farsi notare)
Foglie gialle? Sta cercando di dirti qualcosa: troppa acqua, troppo poca, o magari troppo buio.
Insetti fastidiosi come afidi e acari? Una bella doccia con acqua e sapone di Marsiglia e torna a sorridere.
Muffe o funghi? Probabile colpa dell’umidità. Arieggia il terreno e lui si riprende.
Perché non puoi non amarlo
Oltre a essere robusto, il rosmarino ha una marcia in più: il profumo. Ti basta una passeggiata in giardino per sentire quell’aroma deciso che sa subito di cena gustosa in arrivo.
E in cucina? Va ovunque: carne, patate, focacce… e se sei in vena creativa, anche nei cocktail! (Sì, lo so, mi sto montando la testa, ma il rosmarino dà soddisfazioni).
Se il tuo rapporto con le piante è più o meno una lunga lista di “ci ho provato, ma…”, il rosmarino potrebbe sorprenderti. È il tipo che non ti fa pesare i tuoi errori e ti fa fare bella figura con gli ospiti.
In pratica: il partner ideale, ma con radici.
E se anche il tuo rosmarino dovesse dare forfait… tranquilla: succede anche ai migliori (e alle migliori di noi). L’importante è non mollare, ridere dei rami secchi e riprovarci. Tanto lo sappiamo: prima o poi, una pianta ci amerà davvero. O almeno sopravvivrà abbastanza da farcelo credere! 😉💚
