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Ogni giorno è buono per rinascere, anche un lunedì qualunque.

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Quando i figli crescono

Quando i figli crescono (e tu vorresti solo un caffè caldo… o qualcosa di più forte)

Posted on 24 Giugno 202514 Ottobre 2025 by RobyBell

 Tra preadolescenza, neonati e bambine che fanno le mamme, la vita di una mamma diventa un mix esplosivo di emozioni. Ecco come si sopravvive con ironia, pazienza (quasi) e tanto amore.

Più che un caffè, a volte ci vorrebbe qualcosa di forte.
E non parlo solo del gin (anche se, ammettiamolo, l’idea ogni tanto fa capolino tra un capriccio e un “mammaaaa!” urlato in stereo da almeno tre stanze diverse).

Continua a leggere “Quando i figli crescono (e tu vorresti solo un caffè caldo… o qualcosa di più forte)”.

” La Vita non aspetta: salici sopra”

Posted on 22 Giugno 202517 Ottobre 2025 by RobyBell

Quante volte ci diciamo “non è il momento”?
Aspettiamo il giorno perfetto, il coraggio pieno, la sicurezza totale. Ma il tempo passa, e quel famoso momento… spesso non arriva mai.
Questo è un pensiero che nasce da dentro, da una consapevolezza maturata nel tempo: la vita è una sola, ed è bellissima anche nelle sue giornate più difficili.
Forse è ora di smettere di aspettare e iniziare a vivere davvero.
Senza se. Senza ma. Senza paura.

Continua a leggere “” La Vita non aspetta: salici sopra””.

“Di bobine, scale e altre storie d’amore (a basso budget)”

Posted on 19 Giugno 202515 Ottobre 2025 by RobyBell

“Chi ha detto che per cambiare casa bisogna cambiare casa? Basta cambiare sguardo… e magari dare una chance a quella vecchia sedia in cantina.”— Una che parla da sola davanti a mobili dimenticati.

Non servono grandi budget o mobili da rivista per dare personalità a una casa. A volte basta una vecchia scala e un po’ di fantasia. O una bobina. O una cementina colorata che fa il tifo per te dal pavimento.

La verità? Adoro recuperare. Oggetti, idee, spazi, possibilità.
Ci sono cantine che sembrano solo polverose… finché non ci metti dentro un po’ di immaginazione. Ed è così che negli anni ho raccolto pezzi sparsi, oggetti dimenticati che oggi abitano la nostra casa con la stessa dignità di un divano nuovo o di una libreria “instagrammabile”.

La nostra casa non è perfetta, ma ha una storia. I mattoncini a vista raccontano, le volte morbide e accoglienti abbracciano ogni stanza. C’è un passato che si fonde al presente in ogni angolo, tra il rustico e il creativo, tra il “l’ho trovato in cantina” e il “giuro che lo sistemerò presto”.

Come quella vecchia scala di legno, ora appesa alla parete del soggiorno, trasformata in pezzo d’arredo quasi per gioco (e quasi per disperazione: dove lo metto, dove lo metto… ah, sulla parete!).
Oppure le due bobine industriali, in attesa di una seconda vita: diventeranno presto un tavolo per la stanza di collegamento tra casa e giardino. Una specie di veranda sognante, tra cementine colorate, tazze di caffè e bambini che corrono. Magari anche qualche pianta (che proverò a non far morire).

Le idee non mancano.
Le finanze… eh, un po’ di più.
Ed è proprio per questo che voglio condividere qui, con chi magari si sente come me — piena di ispirazioni ma col portafoglio che tossisce — ogni piccolo passo.
Qualcosa nasce dalla mia testolina affollata, qualcos’altro arriva da spunti visti in giro e riadattati. L’importante è non fermarsi al “non si può fare”, ma provare. Tentare. Smontare, rimontare. E, soprattutto, metterci un po’ di cuore.

Non servono grandi risorse. Serve solo la voglia di guardare le cose con occhi nuovi, di sporcarsi le mani, di essere pazienti (soprattutto quando la colla a caldo decide di ribellarsi).
Perché da piccole cose nascono grandi idee, e la casa non è solo un luogo da abitare: è un luogo che può crescere con noi, raccontarci, farci sentire a casa — davvero.

Quindi se anche tu hai un mobile triste in un angolo o una parete bianca che ti fissa minacciosa, sappi che non sei sola. Io sono qui, con colla, trapano e ironia, pronta a dimostrare che con creatività e due lire si può fare molto più di quanto si pensi.

Ti va di provarci insieme?

 Progetto facile con oggetto recuperato

La scala che non scala più… ma decora!

Hai una vecchia scala di legno (di quelle a pioli, sbeccata ma ancora affascinante) che prende polvere in garage o in cantina?
Bene. È arrivato il suo momento di riscatto.

Cosa ti serve:
1 scala di legno (più è vissuta, meglio è)
Carta vetrata (grana media)
Un barattolino di impregnante o vernice trasparente (opzionale)
Ganci o staffe robuste per fissarla al muro
Filo di lucine, barattoli appesi, fotografie o piante finte (a piacere!)

Come si fa:
Dai una ripulita alla scala con carta vetrata, giusto per togliere lo strato di ragnatele e storie passate.
Se vuoi, puoi lasciarla al naturale oppure darle una mano di vernice trasparente per ravvivare il colore del legno.
Fissala alla parete in orizzontale (o anche in verticale se vuoi un effetto più scenico).

Divertiti a decorarla: puoi usarla come supporto per:

appendere plaid e coperte,
infilare fili di lucine,
appendere fotografie con mollette,
appoggiare barattoli di fiori secchi o finti.

Bonus :
Se la scala è piccola e leggera, può anche diventare un originale porta-asciugamani in bagno!

“Ogni oggetto dimenticato merita una seconda possibilità… anche quelli che pensavi servissero solo a salire più in alto.”

Alla prossima puntata…

Se anche tu hai un oggetto dimenticato che ti chiama dal fondo della cantina o un angolino della casa che ti guarda in attesa di una svolta, resta con me.

Nella prossima puntata (sì, mi piace pensarla proprio così, a episodi!) ti porto dentro un nuovo pezzetto del nostro mondo: un progetto in corso, un’idea in cantiere o, più probabilmente, una cosa iniziata e non ancora finita… ma piena di cuore.

Perché, diciamocelo: non serve la perfezione, serve passione.
E magari un po’ di colla a caldo.

Ci leggiamo presto?
Dimmi la tua qui sotto nei commenti!
Io ti aspetto, con le mani sporche di vernice e il sorriso di chi crede che, con poco, si possa fare tanto.💚

Il Rosmarino: colui che si adatta a tutto

Posted on 16 Giugno 202522 Aprile 2026 by RobyBell

 Perché l’ho scelto

Quando ho piantato il mio primo rosmarino, confesso: non era una mossa studiata. Mi piaceva il profumo, immaginavo di usarlo nelle patate al forno e… beh, mi sembrava resistente. Il rosmarino una specie di pianta spartana, capace di arrangiarsi anche se io dimenticavo di darle un minimo sindacale di attenzioni.

Non so se sia stato amore a prima vista, ma da allora ci facciamo compagnia. Lui cresce, io mi sento fiera di lui (e un po’ anche di me).

 

 Come prendersene cura (senza impazzire)

  • Ama il sole – più ne prende, meglio sta. Un posto ben esposto è perfetto.
  • Poco assetato – innaffialo solo quando il terreno è asciutto. Se dimentichi l’annaffiatoio ogni tanto, lui non si offende.
  • Terreno leggero e drenato – detesta i ristagni d’acqua. Se sta in vaso, assicurati che dreni bene.
  • Taglialo con amore – una potatina leggera ogni tanto lo tiene ordinato e felice.
  • Un po’ di protezione d’inverno – se le temperature crollano, fagli un favore: coprilo o mettilo al riparo.

 

 I suoi drammi (quando decide di farsi notare)

Foglie gialle? Sta cercando di dirti qualcosa: troppa acqua, troppo poca, o magari troppo buio.
Insetti fastidiosi come afidi e acari? Una bella doccia con acqua e sapone di Marsiglia e torna a sorridere.
Muffe o funghi? Probabile colpa dell’umidità. Arieggia il terreno e lui si riprende.

 

 Perché non puoi non amarlo

Oltre a essere robusto, il rosmarino ha una marcia in più: il profumo. Ti basta una passeggiata in giardino per sentire quell’aroma deciso che sa subito di cena gustosa in arrivo.

E in cucina? Va ovunque: carne, patate, focacce… e se sei in vena creativa, anche nei cocktail! (Sì, lo so, mi sto montando la testa, ma il rosmarino dà soddisfazioni).

Se il tuo rapporto con le piante è più o meno una lunga lista di “ci ho provato, ma…”, il rosmarino potrebbe sorprenderti. È il tipo che non ti fa pesare i tuoi errori e ti fa fare bella figura con gli ospiti.
In pratica: il partner ideale, ma con radici.

E se anche il tuo rosmarino dovesse dare forfait… tranquilla: succede anche ai migliori (e alle migliori di noi). L’importante è non mollare, ridere dei rami secchi e riprovarci. Tanto lo sappiamo: prima o poi, una pianta ci amerà davvero. O almeno sopravvivrà abbastanza da farcelo credere! 😉💚

Ricette light (ma buone!) per mamme che vogliono tornare in forma… senza impazzire

Posted on 13 Giugno 202514 Ottobre 2025 by RobyBell

Io so benissimo cosa vuol dire dopo tre gravidanze.
Il corpo cambia, eccome se cambia. E sì, lo sappiamo tutte che è per un’ottima ragione — abbiamo dato la vita! Abbiamo creato degli esserini meravigliosi (ok, meravigliosi quasi sempre 😅), ma questo non toglie che siamo anche donne. Continua a leggere “Ricette light (ma buone!) per mamme che vogliono tornare in forma… senza impazzire”.

I se, i ma e tutto ciò che ci rende umane

Posted on 10 Giugno 202519 Aprile 2026 by RobyBell

Ci sono giorni in cui la mente non si ferma.
Giriamo in tondo tra pensieri, rimpianti e domande senza risposta.
“E se avessi fatto diversamente?” “E se fossi stata un’altra?”
Ma poi arriva un momento, magari silenzioso, magari stanco, in cui ci chiediamo:
“Ha davvero senso continuare a guardare indietro?”
Questo articolo nasce da lì.
Dal bisogno di fermarsi, di accogliere ciò che siamo, con tutte le imperfezioni, i passi falsi, i cambi di rotta.

Perché forse, smettere di rincorrere i “se” e i “ma” è il primo passo per tornare a respirare.

É nei momenti emotivamente difficile che i pensieri viaggiano.
É in quei momenti che spesso cerchiamo risposte a domande che forse nemmeno esistono.
Si  rimugina, si guarda indietro nel passato…

“Se avessi agito in modo diverso? Se avessi avuto il coraggio di affrontare le cose in modo diverso? Se fossi stata io diversa forse non avrei fallito….!
Ha veramente senso porsi tutte queste domande?
Perché non proviamo invece a darci alcune risposte.

Ad esempio:

  • Se avessi agito in modo diverso non vivresti oggi nel bagaglio questa esperienza.
  • Se non avessi fallito e commesso errori non saresti la persona che sei diventata oggi dopo quel fallimento .
  • Se fossi stata diversa semplicemente non saresti TU.

Non possiamo cambiare il passato, non possiamo cancellarlo, possiamo però vivere il presente ed immaginare e cercare di raggiungere un futuro all’altezza delle nostre aspettative.

Allora prendiamo il bello e il brutto del nostro vissuto, dei nostri fallimenti, delle nostre esperienze e andiamo avanti cercando di farlo al meglio.💚

La calma? Esiste. L’ho incontrata tra una litigata e un sorriso

Posted on 10 Giugno 202517 Novembre 2025 by RobyBell

In una casa con quattro bambini  la calma non è mai una costante. È più simile a un’eclissi: rara, affascinante, a volte inaspettata.
Eppure esiste. E lo so perché, ogni tanto, riesco ad afferrarla proprio nei momenti più incasinati.

Non c’è un manuale per vivere bene la famiglia. E se esiste, sicuramente è finito sotto una torre di giochi, o usato per disegnare mostri e principesse. Ma ci sono momenti, piccoli e preziosi, in cui tutto sembra funzionare. E sono quelli che provo a collezionare con cura.

A casa nostra ogni bambino è un mondo a sé:

Due bambini, due mondi: il cervellone e lo spericolato

Il figlio del mio compagno, un bimbo dolce e intelligentissimo, con la testa piena di numeri e parole . Ama leggere e perdersi nei ragionamenti, ma si blocca davanti a una carrucola o a una bici. Lo sproniamo con amore, ma non è sempre facile. Ha bisogno di tempo, di sguardi incoraggianti, e di sentirsi abbastanza, anche quando non lo dice.

Poi c’è mio figlio, il suo opposto: fisico, spericolato, sempre in cerca dell’adrenalina. Se esiste una rampa o un posto dove ci si può arrampicare, lui l’ha già conquistato. La scuola? Beh, diciamo che non è la sua passione… e forse, se potesse, lancerebbe una sfida all’inventore del banco con la stessa intensità con cui affronta lo skate.

 La mia bambina che sa più di me

Ha 6 anni, ma è una piccola donna. A volte più matura della sua mamma. Ha uno sguardo che illumina, un sorriso che consola e una dolcezza che smonta anche le giornate più pesanti. Sorride sempre, anche quando nella sua timidezza abbassa lo sguardo o evita un saluto. Lei potrebbe insegnarmi come stare al mondo con leggerezza.

E poi c’è il piccolo di casa, colui che porta il nome di una stella, dietro di lui c’è un universo da scoprire. Ancora non parla, ma fa sentire forte la sua presenza.
E che, in mezzo a questo trambusto, riesce a regalare un silenzio pieno, fatto di occhioni che osservano e imparano, di mani che cercano, di abbracci che sanno di pace.

Imperfetti, stanchi… umani

Essere genitori, in questo mix di energie, non è semplice. Ma ogni tanto, capita: tutti seduti sul divano, ognuno intento a fare qualcosa, e un silenzio quasi magico si posa sulla stanza. Ecco, quella è la calma. Non dura, non sempre si fa annunciare, ma quando arriva è meglio di qualsiasi spa.

Voglio dirlo forte a chi si sente in affanno:
siete umani. Non abbiate paura di perdere la pazienza, di chiedere aiuto o di fare errori.
Forse la Montessori non ci dedicherà una statua, ma il nostro sistema nervoso ci ringrazierà, e i nostri figli — anche senza saperlo — pure.

“Perché tra una litigata e un sorriso… ci siamo anche noi. Imperfetti. Ma presenti.”

E tu? Dove trovi la tua calma nel caos quotidiano? Scrivimi nei commenti o condividi questo articolo con chi ha bisogno di un respiro lungo e vero.
Anche solo sapere che non siamo soli… a volte è già un bel sollievo. 💚

Pergole e gazebo : come arredarle senza spendere una fortuna

Posted on 5 Giugno 202514 Ottobre 2025 by RobyBell

(Cronache di una donna armata di spatola, pazienza e sogni d’estate)

Fino a pochi giorni fa, la mia pergola e il gazebo sembravano usciti da un film post-apocalittico: legno gonfio, macchie d’acqua, ragnatele degne di un film horror di serie B. Dopo aver passato l’inverno completamente dimenticati, era arrivato il momento di rimboccarmi le maniche… e le maniche me le sono rimboccate davvero! Continua a leggere “Pergole e gazebo : come arredarle senza spendere una fortuna”.

Il Geranio : Il campione di resilienza

Posted on 2 Giugno 202522 Aprile 2026 by RobyBell

Il mio primo geranio è arrivato in casa con l’entusiasmo delle cose belle viste sui balconi altrui mentre percorrevo la strada di ritorno da lavoro verso casa.
Volevo colore, volevo atmosfera, volevo vasi fioriti che mi facessero sembrare una persona organizzata e romantica.

Spoiler: non ero nessuna delle due, (ma solo perché non ne avevo il tempo.) Ma il geranio questo non lo sapeva.

L’ho piantato con amore e con zero informazioni pratiche.
A volte lo innaffiavo troppo, a volte per giorni me ne dimenticavo del tutto. L’ho spostato al sole pieno, poi all’ombra, poi di nuovo al sole. Eppure… lui c’era.
Resistente, paziente, quasi materno.
E quando in primavera ha ricominciato a fiorire dopo aver passato l’inverno dimenticato in un angolo… beh, mi sono emozionata.
Perché ci sono piante che non ti giudicano, anche se tu dimentichi di giudicare la direzione della luce.

Ogni volta che rifiorisce penso: “Ma guarda questo, che carattere!”

Mini-guida per anime in cerca di fioriture facili:

  • Ama il sole: più luce prende, più fiori regala.
  • Acqua sì, ma non troppa: lascia asciugare bene il terreno tra un’innaffiatura e l’altra.
  • Potatura salva-vita: togli i fiori secchi e le foglie rovinate, così ne produce di nuovi.
  • Fertilizzante? Sì, grazie: uno ogni 2-3 settimane in primavera ed estate… e lui ti riempirà il balcone.
  • Attenzione ai ristagni: come tanti, odia avere i “piedi bagnati”.

È un po’ come quei figli che crescono bene anche se ti dimentichi di firmare il diario e a cena c’è solo pane e formaggio.
Il geranio ti perdona tutto. E fiorisce lo stesso.💚

La palma nana: la miracolata

Posted on 27 Maggio 202522 Aprile 2026 by RobyBell

Idee verdi per chi ha poco tempo, poca esperienza… ma tanta buona volontà.

Non ho mai avuto il pollice verde.
O almeno, non credevo di averlo.

Quando mi sono trasferita nella casa in cui vivo ora, con un bel giardino e un terrazzo che sembravano gridare “riempimi di vita!”, ho pensato: perché no? Così ho comprato qualche pianta, con quell’entusiasmo un po’ ingenuo di chi parte senza sapere bene da dove cominciare.

All’inizio, più che un progetto, è stata una prova di fiducia.
Lavoravo tanto, avevo poco tempo e un bimbo piccolo che assorbiva tutte le mie energie. E giustamente anche quelle poche rimaste.

Innaffiavo quando mi ricordavo, spostavo i vasi un po’ a caso e speravo nel meglio.
Saranno sopravvissute?

Spoiler: alcune sì.

E la cosa più sorprendente è che non si sono limitate a sopravvivere. Alcune sono cresciute davvero, come se volessero dirmi:
“Tranquilla, ce la possiamo fare insieme.”

Così ho pensato di raccontarti quali sono le piante che, nonostante me, ce l’hanno fatta. Quelle che mi hanno dato speranza e che, forse, possono darla anche a chi si sente un po’ improvvisata come me.

Perché se sono sopravvissute con me… forse c’è speranza per tutti.
Leggi anche gli articoli a seguito e scopri quali sono le 5 piante che ce l’hanno fatta 😉

La palma nana: la miracolata

La palma nana è stata una delle prime piante arrivate in questa casa. Me l’hanno regalata in un periodo in cui ancora non sapevo distinguere bene un concime da un annaffiatoio e guardavo il giardinaggio con una specie di rispetto misto a sospetto.

Ricordo di averla osservata pensando:
“Ma davvero questa dovrebbe vivere qui? Con me? In mezzo ai giochi sparsi, alle giornate di corsa e alla mia organizzazione discutibile?”

La risposta, a quanto pare, era sì.

Non solo è sopravvissuta: è cresciuta.
Senza fare troppe storie, senza grandi pretese, senza chiedermi di diventare improvvisamente una giardiniera esperta. Bastava qualche attenzione, un po’ d’acqua ogni tanto e il minimo indispensabile per non farla sentire completamente abbandonata al suo destino.

E forse è proprio per questo che le sono affezionata.

Ancora oggi, quando la guardo, penso che in fondo rappresenta bene anche me in certi periodi della vita: un po’ spettinata, magari non perfetta, ma ancora lì. Viva. Resistente. Capace di crescere anche nel caos.

La palma nana, per me, non è solo una pianta.
È un piccolo promemoria verde che mi ricorda una cosa semplice ma preziosa: anche quando mi sento stanca, distratta o improvvisata, qualcosa di bello può comunque nascere.

Mini guida pratica per distratte croniche

La cosa bella della palma nana è che non è una di quelle piante drammatiche che si offendono al primo errore.

Ecco perché la considero una delle più facili da gestire:

Ama il sole, ma si adatta bene anche alla mezz’ombra.
Quindi non serve avere il punto perfetto del giardino o del terrazzo per vederla stare bene.

Ha bisogno di poca acqua, soprattutto se è in piena terra.
In quel caso riesce a cavarsela piuttosto bene da sola, a parte i periodi di siccità prolungata.

Resiste abbastanza bene al freddo
e sopporta anche qualche gelata leggera, cosa che per una distratta come me è già una notizia confortante.

La manutenzione è minima
Per lo più basta rimuovere ogni tanto le foglie secche e lasciarla vivere in pace.

Se la tieni in vaso, ha bisogno di un po’ più di regolarità.
In estate si può annaffiare ogni 7-10 giorni, mentre in inverno anche molto meno.

Il rinvaso non è frequente
Ogni 2 o 3 anni può bastare. Se vedi che le radici iniziano a uscire dal vaso, ecco, quello è il suo modo elegante per dirti che ha bisogno di più spazio.

L’unica cosa che non sopporta

I ristagni d’acqua.

Quelli proprio no.
Se lasci acqua ferma nel sottovaso, rischi di far marcire le radici. E diciamo che scoprire troppo tardi di averla “amata male” non è mai una bella sensazione.

Quello che mi hanno insegnato le piante facili

Oggi, dopo otto anni e anche qualche vaso rimasto tristemente vuoto lungo il cammino, il mio giardino non è perfetto.
Ma è vivo.

E in qualche modo mi somiglia.

Ci sono angoli più rigogliosi, altri un po’ più trascurati, periodi in cui riesco a stargli dietro meglio e altri in cui faccio il minimo indispensabile. Però ogni pianta che è rimasta, ogni foglia nuova, ogni germoglio che spunta nonostante tutto, mi ricorda che si può ancora coltivare qualcosa di bello anche nei periodi più caotici.

Anche quando hai le mani piene.
Anche quando il tempo è poco.
Anche quando il tuo pollice verde è, al massimo, vagamente verdognolo.

Non serve essere perfette per far crescere qualcosa di bello. A volte basta esserci, un po’ alla volta.

Se anche tu pensi di non essere portata per le piante, ti capisco benissimo.
Io ho iniziato così: con poca esperienza, poco tempo e molta improvvisazione.

Eppure qualcosa è cresciuto lo stesso.

Per questo mi piace raccontare queste esperienze: perché spesso immaginiamo il giardinaggio come qualcosa da persone super organizzate, pazienti e precise. Io invece credo che ci sia spazio anche per chi dimentica un’annaffiatura, per chi impara strada facendo e per chi prova a portare un po’ di verde nella propria vita senza trasformarlo in una missione impossibile.

La palma nana, per me, è stata una prova concreta di tutto questo.
Una piccola miracolata. Ma forse, più che miracolata, semplicemente adatta alla vita vera.

E tu?

Hai mai avuto una pianta “miracolata”?
O magari un cactus che ti guarda con disprezzo mentre realizzi di non annaffiarlo da settimane?

Raccontamelo nei commenti: qui non si giudica nessuno.
Si fa squadra, anche tra pollici verdi incerti, molto incerti o direttamente in fase di conversione.💚

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