Ci sono dolci che non sono solo buoni, ma che portano con sé una storia, un profumo, un abbraccio che arriva dal passato. Le formaggelle sarde, dette anche casciaddine, sono uno di quei dolci che per me hanno il sapore dell’infanzia e il profumo della mia nonna materna. Uno dei miei preferiti, da sempre.
Ricordo ancora quando da bambina la osservavo prepararle per le grandi occasioni. Con le mani forti e gentili, impastava, farciva, chiudeva con gesti sicuri che oggi mi sembrano poesia. Lei, donna sarda e custode delle tradizioni, aveva una cucina che era un vero patrimonio culturale, ancor prima che l’UNESCO pensasse a certi riconoscimenti.
Quelle formaggelle erano solo una piccola parte del suo repertorio, ma sono rimaste impresse nella mia memoria come simbolo di casa, festa e amore. Ancora oggi, nei momenti in cui mi sento un po’ giù e avrei tanto bisogno di un suo abbraccio, mi capita di sentire il profumo delle sue ricette. Mi piace pensare che sia un modo per farmi sapere che lei è ancora vicina.
“Ci sono profumi che sono più forti del tempo: sanno riportarti esattamente dove il cuore vuole tornare.”
La ricetta delle formaggelle (casciaddine)
Ingredienti
Per la pasta:
1 kg di farina rimacinata
300 g di strutto
3 cucchiai di zucchero
(Farina extra, se serve, per regolare la consistenza)
Per il ripieno:
1 kg di formaggio non salato o ricotta
300 g di zucchero
3 uova
Scorza grattugiata di 3 arance
300 g di uva passa
½ bustina di lievito
Farina q.b.
Acqua tiepida (per far rinvenire l’uva passa)
Procedimento
Prepara la pasta:
In una ciotola capiente (o con l’aiuto della planetaria), versa la farina e aggiungi lo strutto e lo zucchero. Impasta fino a ottenere un composto omogeneo, morbido ma non appiccicoso. Se necessario, aggiungi altra farina per regolare la consistenza. Copri e lascia riposare mentre prepari il ripieno.
Prepara il ripieno:
Fai rinvenire l’uva passa in acqua tiepida per circa 10–15 minuti, poi scolala bene, asciugala con carta da cucina e passala leggermente nella farina. In una ciotola, mescola il formaggio o la ricotta con lo zucchero, le uova, la scorza grattugiata delle arance, l’uva passa infarinata e infine il lievito.
Forma le casciaddine:
Stendi la pasta su un piano infarinato in una sfoglia sottile. Con un coppa-pasta (o una tazza), ricava dei dischetti. Al centro di ciascuno metti un cucchiaio abbondante di ripieno. Chiudi pizzicando i bordi in modo decorativo a formare delle piccole “cestine” aperte.
Cottura:
Disponi le formaggelle su una teglia foderata con carta forno. Cuoci in forno preriscaldato a 180°C per circa 30 minuti, o finché risultano dorate.
Si conservano per qualche giorno in un contenitore ben chiuso… se avanzano!
Sono buonissime sia tiepide che fredde.
Lei, mia nonna, le riponeva in uno dei suoi grandi cesti sardi una volta pronte, ricordo che le copriva con delle tovaglie di cotone, se ci penso ora, forse, era un modo per tenerle ben custodite come fossero in cassaforte. “Non esagerare mi diceva sempre, altrimenti finiranno prima delle feste” ovviamente tutto nel nostro dialetto sedinese (Sedini è il paese dei miei nonni).
Mi si illuminano ancora gli occhi se ci penso…e mi si riempie il cuore.
Questa ricetta non è solo una preparazione da forno: è un gesto d’amore, un ponte tra generazioni, un modo per tenere viva la memoria. Spero che possa portare anche a voi un po’ del calore che porta a me ogni volta che la preparo.
E tu? Hai una ricetta legata a una persona speciale o a un ricordo d’infanzia? Raccontamela nei commenti. Mi piacerebbe tanto conoscere anche il tuo dolce del cuore.💚

Mentre leggevo mi sembrava di vederla quando le faceva e io nel mio piccolo l aiutavo