Idee verdi per chi ha poco tempo, poca esperienza… ma tanta buona volontà.
Non ho mai avuto il pollice verde. O almeno, non credevo di averlo.
Quando mi sono trasferita nella mia casa attuale, con un bel giardino e un terrazzo che sembravano gridare “riempimi di vita!”, ho pensato: perché no? Così ho comprato qualche pianta.
All’inizio è stata più una prova di fiducia che un progetto serio: lavoravo tanto, avevo poco tempo e un bimbo piccolo che assorbiva tutte le mie energie (e giustamente).
Innaffiavo quando mi ricordavo, spostavo i vasi a caso e speravo in bene. Saranno sopravvissute?
Spoiler: alcune sì
Anzi, alcune mi hanno sorpresa, crescendo nonostante tutto — come a dirmi: “Tranquilla, ce la facciamo insieme.”
E allora ho pensato di raccontarti quali sono state le 5 piante che non ho fatto morire (subito).
Perché se sono riuscite a sopravvivere con me… forse c’è speranza per tutti.
🌴 1. La palma nana – La miracolata
Me l’hanno regalata appena arrivata in questa casa, in quel periodo in cui ancora non sapevo distinguere un concime da un annaffiatoio.
Ricordo di averla guardata con aria sospettosa, chiedendomi se davvero una palma potesse vivere lì, tra i giochi sparsi in giardino e le mie giornate di corsa.
La verità? Non solo è sopravvissuta. È cresciuta.
Senza tante pretese, senza lamentele: bastava che mi ricordassi ogni tanto di darle un po’ d’acqua e una sistemata.
Ancora oggi, quando la guardo, penso: “Se ce l’ha fatta lei… ce la posso fare anch’io.”
La palma nana non è solo una pianta. È il mio promemoria vivente che anche quando mi sento improvvisata, stanca o troppo distratta, qualcosa di buono può nascere lo stesso.
Mini-guida per distratte croniche (con giardino!)
- Ama il sole: ma tollera bene anche la mezz’ombra.
- Innaffiatura minima: in piena terra si arrangia quasi da sola, tranne nei periodi di siccità prolungata.
- Resistente al freddo: può sopportare anche qualche gelata leggera.
- Manutenzione easy: ogni tanto rimuovi le foglie secche… e stop.
- Annaffiatura in vaso: poca ma regolare. In estate ogni 7–10 giorni, d’inverno anche meno.
- Rinvaso: ogni 2–3 anni. Se le radici escono dal vaso… è ora!
- Attenzione a: ristagni d’acqua nel sottovaso — non li sopporta (e nemmeno tu, quando ti accorgi troppo tardi che sta marcendo).
Oggi, otto anni e qualche vaso vuoto dopo, il mio giardino è tutt’altro che perfetto. Ma è vivo.
Come me.
E ogni pianta che è rimasta, ogni germoglio nuovo che sbuca, mi ricorda che anche nei periodi più caotici, posso ancora coltivare qualcosa di bello.
Anche se ho le mani piene e il pollice solo vagamente verdognolo
E tu?
Hai mai avuto una pianta “miracolata”? O un cactus che ti guarda con disprezzo mentre dimentichi di innaffiarlo da settimane?
Scrivimi nei commenti o raccontamelo sui social — giuro che non giudico, anzi: qui si fa squadra anche tra pollici incerti.💚
