Se c’è una cosa che la maternità mi ha insegnato, è che la calma interiore non è un dono: è un’illusione che si scioglie come neve al sole quando tuo figlio entra in modalità “eruzione del Vesuvio”.
Nell’ultimo periodo, soprattutto con il mio quasi preadolescente, mi sono ritrovata più volte a chiedermi: ma sono io che sbaglio o è normale che in casa sembri di vivere tra piccole esplosioni emotive?
E mentre io cerco di capire come gestire le crisi di rabbia, arriva immancabile il coro del mondo esterno:
“Digli di smetterla!”
“Non devi cedere.”
“Ai miei tempi bastava uno sguardo.”
“Serve più disciplina.”
“Sono solo capricci.”
“Sei troppo permissiva”
“Serve… boh?” ( un manuale d’istruzioni forse)
Pareri discordanti ovunque. E tu nel mezzo, a metà tra Gandhi e una moka al quarto caffè.
Crisi di rabbia nei bambini e ragazzi: come gestirle?
La verità, almeno quella che sto imparando io sulla mia pelle (e sulle mie corde vocali), è che la rabbia nei bambini e nei ragazzi non è un capriccio, ma un segnale.
– A volte di stanchezza.
– A volte di frustrazione.
– A volte semplicemente di crescita.
Il problema è che noi adulti ci sentiamo responsabili delle loro emozioni, come se fossero la prova pratica della nostra competenza genitoriale.
Si arrabbia?
Allora ho sbagliato.
Grida?
Allora non ho saputo contenerlo.
Sbatte la porta?
Allora non ho saputo educarlo.
E invece no.
I bambini e i ragazzi attraversano tempeste emotive perché stanno imparando a navigare il mondo interiore. Il nostro compito non è evitare la tempesta, ma insegnare loro a riconoscerla e ad affontarla.
Ed è qui che arrivano i mille “metodi” per gestire la crisi di rabbia:
Ma quale di questi sarà il più efficace?
- chi consiglia il “contenimento”
- chi dice di lasciarli sfogare
- chi suggerisce dialoghi infiniti da psicologi illuminati
- chi propone il silenzio assoluto e distaccato
- chi pensa che basterebbe una settimana in un collegio svizzero
La verità, almeno la mia, è che non esiste un metodo universale.
Esiste tuo figlio.
Esisti tu.
Esiste il vostro modo unico di incontrarvi nel mezzo.
Nella mia esperienza, ogni tanto funziona questo:
Non reagire al tono, ma al bisogno. Sotto la rabbia c’è quasi sempre qualcos’altro.
Rimanere l’adulto nella stanza, anche quando vorresti sbattere i piedi e tenere le braccia conserte con il broncio o buttarti sotto al piumone. 😅
Dare parole alle emozioni, quando loro non ce le hanno ancora.
Non temere di sbagliare, perché sbagliamo tutti… e poi impariamo.
Ricordarsi che crescere è scomodo, anche per loro.
E se qualcuno ha da ridire sul tuo metodo? Lascia pure. Ogni famiglia ha il suo manuale di istruzioni segreto, e nessuno lo conosce meglio di te.
“I bambini non hanno bisogno di genitori perfetti, ma di adulti abbastanza presenti da restare anche quando l’emozione fa rumore.”
Gestire una crisi di rabbia nei bambini o nei ragazzi non è una sconfitta, ma un allenamento reciproco.
Un passo a volte stanco, a volte storto, ma sempre verso di loro.
Non esiste il metodo giusto, esiste ciò che funziona per voi.
E ricordati sempre: la tua calma vale più di qualsiasi opinione esterna. E se così non fosse non preoccuparti, siamo mamme si, ma siamo umane!
E tu?
Come vivi le crisi di rabbia dei tuoi bambini o ragazzi?
Hai trovato un metodo che funziona per voi o sei ancora nella fase “respiro profondo e speriamo bene”?
Raccontamelo nei commenti: potremmo scoprire che, in fondo, siamo tutte sulla stessa barca… e con lo stesso mare un po’ agitato. 💚
