Giusto ieri, mi è capitato per caso sottomano un post di una mamma. Era preoccupata o forse quasi scocciata; suo figlio di dieci anni crede ancora nella magia del Natale e lei si sente in dovere di dirgli la “sua” verità. I motivi e la sfilza di messaggi a favore a seguito, forse mi hanno turbato più dell’argomento in se. Molti genitori dicevano di sentirsi stufi di dover mettere su il teatrino delle feste, altri invece hanno paura dell’opinione dei compagni di scuola e sul fatto che possano essere presi in giro.
Ora, premetto due cose:
la prima è che io credo con tutta me stessa in Babbo Natale e nella magia;
la seconda è che non giudico quelle mamma, ognuno cresce i propri figli come ritiene più giusto, però quel post mi ha fatto riflettere. Profondamente.
Viviamo in una realtà difficile, a tratti pesante. E forse proprio per questo mi chiedo: perché dovremmo essere noi a spegnere la luce più tenera che un bambino ha?
Chi siamo noi per decidere quando la magia debba interrompersi?
Perché mai una fiaba dovrebbe darci fastidio? Forse la parte che mi ha colpita di più è stata una mamma che diceva di voler “dire la verità” per paura che suo figlio venisse giudicato dagli altri.
E lì, lo ammetto, mi si è accartocciato qualcosa nel cuore.
Che messaggio può arrivare ad un bambino, quando un adulto gli toglie un sogno per paura del giudizio altrui?
“Non credere in quello che ti rende felice, perché agli altri potrebbe non piacere.”
È davvero questo che vogliamo insegnare?
Non sarebbe più prezioso dire ai nostri figli che possono credere in ciò che amano, che le cose belle possono essere custodite anche solo per noi stessi, per farci star bene e che nessuno deve convincerci a spegnere una scintilla solo perché non la capisce?
Io, per esempio, ricordo benissimo quando da bambina aprii l’armadio “sbagliato”.
Ricordo la sensazione sul petto, quella fitta quando, la mattina del 25, rividi lo stesso pacchetto sotto l’albero.
Mi si ruppe qualcosa, sì. Ma poi andai oltre nonostante la tristezza del momento.
Crescendo ho capito che la magia non è tutta lì, nei regali o nel mistero. È molto di più.
Ho 38 anni e ancora oggi scrivo la mia letterina.
Non perché sogni una sfilza di pacchetti (anche se… ammetto che non mi dispiacerebbe).
Lo faccio perché per me quella lettera è una piccola preghiera, un momento in cui fermo il fiato e lascio spazio alla speranza. È il mio modo per tornare bambina tutte le volte.
E sì, ogni 25 mattina corro ancora sotto l’albero per provare quell’entusiasmo che solo un bambino sa provare.
Durante l’anno, poi, mi capita di “scartare quel regalo” in tanti modi:
quando abbraccio i miei figli, quando raggiungo un obiettivo, quando mi sento in pace con me stessa.
Sono quei momenti lì che mi ricordano che la magia esiste eccome, e che non serve spiegare tutto per forza.
“La magia non è una bugia: è un ponte.
È ciò che ci permette di credere che il mondo possa essere ancora meraviglioso.”
Forse, la vera domanda non è “Quando glielo devo dire?” ma piuttosto “Perché dovrei togliergli qualcosa che gli fa bene?”.
La magia del Natale non è un inganno: è un allenamento alla meraviglia, alla speranza, alla capacità di vedere luce anche quando intorno sembra tutto più grigio.
I bambini non hanno bisogno di crescere in fretta. Lo faranno comunque e troppo presto.
E quella scintilla negli occhi quando parlano di Babbo Natale non è ignoranza: è libertà. È fantasia pura. È la parte più fragile e bellissima della loro infanzia.
Custodiamola allora!
Non come un segreto da difendere, ma come un dono.
Perché quando cresceranno e capiranno tutto da soli, senza il bisogno di spiegazioni anticipate, quella magia non la perderanno. Diventerà parte del loro modo di guardare il mondo.
E alla fine, diciamocelo: non importa se Babbo Natale esista o meno.
Importa cosa fa nascere dentro di loro… e dentro di noi.
Se c’è una cosa che voglio insegnare ai miei figli è questa: credete in ciò che vi rende felici, senza vergogna e senza paura.
Perché la magia non finisce quando smetti di crederci.
La magia finisce quando qualcuno ti convince che non dovresti farlo.
E tu come vivi la magia del Natale?
Hai un ricordo, una tradizione o un pensiero che ti fa brillare gli occhi ogni dicembre?
Raccontamelo nei commenti: mi piacerebbe leggere la tua magia. 💚
