“Solo cinque minuti.”
È una frase che dico con la stessa convinzione con cui si dice “tranquilli, ho tutto sotto controllo” mentre, contemporaneamente, ti cade la borsa, suona il telefono e qualcuno urla dalla stanza accanto: “Mammaaa!”
“Solo cinque minuti” è la bugia più amata della vita adulta. Non una bugia cattiva: una bugia tenera, ottimista, quasi poetica. È la frase con cui proviamo a convincerci che il tempo sia elastico. Che si possa asciugare come una maglietta umida sul termosifone.
Spoiler: spesso no.
C’è un momento, nella giornata, in cui la nostra mente fa un patto segreto con la realtà: io ti prometto efficienza, tu promettimi che nessuno mi interrompe.
Ecco, la realtà firma… ma con una penna scarica.
Perché “solo cinque minuti” non dura mai cinque minuti. Dura “cinque minuti + tutto quello che ci si attacca”.
Cinque minuti: elenco delle cose che mi tradiscono regolarmente
Ci sono attività che, sulla carta, sembrano innocenti. Di quelle che fai al volo, senza nemmeno sederti. E invece…
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“Faccio partire una lavatrice” → sì, ma prima devi recuperare calzini dispersi e un lenzuolo che sembra aver fatto un viaggio in Asia.
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“Rispondo a un messaggio” → e improvvisamente sei in una chat di 48 messaggi su un argomento nato nel 2019 e mai chiuso.
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“Sistemo solo quel cassetto” → e ti ritrovi a fare archeologia domestica: scontrini del 2017, pile scariche, una chiave di cui non conosci più la porta.
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“Cerco una cosa un attimo” → e finisci per riordinare mezza casa per trovare… la cosa. Che era in mano tua.
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“Mi prendo cinque minuti per me” → e qualcuno li sente a chilometri: è un radar. Appena provi a respirare, compare un bisogno urgente e irrinunciabile.
La verità è che non è solo un problema di tempo. È un problema di interruzioni. E di energia. E di testa piena.
Il vero motivo per cui cinque minuti non bastano mai
“Solo cinque minuti” non tiene conto di una cosa: la nostra vita adulta non è lineare. È fatta a frammenti. È un puzzle che provi a comporre mentre qualcuno ti sposta i pezzi.
E noi, spesso, viviamo con una forma di multitasking che non è glamour, non è da copertina. È quel multitasking da sopravvivenza in cui:
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inizi una cosa,
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vieni interrotta,
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ti ricordi un’altra cosa,
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ti senti in colpa per la cosa precedente,
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e intanto la prima cosa sta ancora lì, incompleta, a guardarti.
E poi arriva lei, la frase-trappola: “Vedi? Non riesci nemmeno a fare una cosa semplice.”
Ma non è vero!
Non è che non siamo capaci. È che abbiamo una giornata piena di micro-urgenze che nessuno mette nel conto. Il tempo c’è, sì… ma è spezzettato come i biscotti in fondo alla confezione.
E se “solo cinque minuti” fosse anche una speranza?
Però, nonostante tutto, io “solo cinque minuti” continuo a dirlo.
Perché è anche una piccola forma di speranza. È la promessa che mi faccio: riesco ancora a ritagliarmi un pezzo di controllo.
È come dire: “Va bene, il mondo oggi mi corre addosso, ma io provo comunque a mettere una virgola.”
E forse è questo il punto: non serve avere giornate perfette. Serve avere almeno qualche minuto in cui sentirsi di nuovo persone, non solo funzioni.
Anche se durano sette. O quindici. O quaranta, perché ti sei distratta a cercare il caricatore e nel frattempo hai deciso di cambiare vita.
“Il tempo non manca: si nasconde nei minuti in cui qualcuno ti chiama mentre stai per sederti.”
“Solo cinque minuti” è una bugia, sì. Ma è anche una fotografia fedele della vita adulta: quella in cui proviamo a incastrare tutto, a non lasciare indietro niente, a restare in equilibrio mentre la giornata ci fa lo sgambetto.
Se oggi ti sembra di non concludere, forse non sei tu il problema. Forse è che stai facendo troppe cose invisibili. Quelle che nessuno vede, ma che tengono insieme la casa, la famiglia, la quotidianità e—già che ci siamo—anche un po’ di te.
E quindi sì: continua pure a dirlo.
“Solo cinque minuti.”
Ma dillo con affetto. Come si parla a qualcuno che sta facendo del suo meglio.
E adesso dimmelo tu :
Qual è la tua cosa che “richiede solo cinque minuti” e invece ti ruba mezza giornata?
Scrivimelo nei commenti: voglio farmi una cultura. E soprattutto voglio sentirmi meno sola in questo universo parallelo dove i minuti hanno il fuso orario tutto loro.💚

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