Ogni genitore conosce “il periodo di qualcosa”.
C’è stato quello dei dinosauri, dei supereroi, delle figurine… poi arriva il periodo dei La Bubu, gli esseri pelosi, colorati e assolutamente indispensabili che conquistano anche i bambini più “duri”.
In casa nostra, il protagonista di questa pelosa avventura è Elia, il decenne, soprannominato “il duro con il peluche”.
Lui che vuole sentirsi grande, indipendente, quasi adulto… ma che nel frattempo gira con i suoi La Bubu appesi ai jeans come fossero medaglie di guerra.
E ora capirete perché.
Come è iniziato tutto
Questa estate, come ogni anno, i bambini hanno raggiunto il babbo in Sardegna per trascorrere un po’ di tempo con lui.
Tutto tranquillo, fino al giorno del rientro.
Elia scende dall’aereo con uno zaino in più.
Ho pensato: “Avrà fatto shopping…”
E in un certo senso sì.
Solo che lo shopping riguardava una decina di La Bubu.
Sì, dieci. Tutti con nomi, storie e a detta sua, valori collezionistici inestimabili.
Diciamo che al babbo la situazione è un tantino sfuggita di mano 😉
Ricordo di avergli chiesto ridendo: “Hai pagato il biglietto anche per loro?”
Durante le nostre telefonate estive, Elia mi raccontava spesso di questi “amichetti pelosetti”, ma io pensavo esagerasse.
Poi è tornato… e ho capito che non scherzava affatto.
Il “duro con il peluche” e la sindrome dell’affarista
Ora, oltre a gestire il guardaroba dei La Bubu, devo anche sopportare le lezioni di economia del mio decenne.
Elia è convinto che la sua collezione sia un investimento a lungo termine.
“Mamma, questo La Bubu edizione limitata vale tantissimo! Se lo rivendo, posso guadagnarci tanto.”
“Certo amore… e magari la prossima volta chiediamo un consulente finanziario per valutare il portafoglio peloso.”
Insomma, secondo lui la nostra casa custodisce una miniera d’oro sotto forma di pupazzi glitterati.
Io cerco di crederci, ma ogni volta che inciampo in uno, mi sembra più una trappola che un affare.
Ovviamente, Elia ha cercato di contagiare anche Cloe e Federico, ma per fortuna su di loro l’effetto peluche-mania non ha attecchito.
E sì, sto seriamente pensando di chiedere al babbo di Elia e Cloe un mantenimento anche per i La Bubu 😉
Mini Tutorial: come creare vestiti per pupazzi pelosi (e non perdere la testa)
Se anche voi vivete circondati da peluche esigenti, ecco la mia guida pratica per sopravvivere alla La Bubu Couture Experience.
1. Caccia ai materiali (alias: decluttering utile)
Vecchie magliette → perfette per abiti elasticizzati
Calzini spaiati → mini vestitini trendy
Ritagli di tende → mantelline regali
Nastro regalo → cinture o accessori fashion
2. Progetta con coraggio (non con precisione)
Non serve saper cucire. Basta sapere improvvisare.
I bambini amano ciò che brilla, non ciò che è simmetrico.
3. Incolla tutto (ma non te stessa)
Se l’ago ti guarda con disprezzo, vai di colla a caldo.
Attenzione: dopo la terza ustione, inizia l’illuminazione creativa.
4. Accessori extra
Bottoni → orecchini o spille
Coperchi di bottiglia → borse rigide “avanguardia”
Filo colorato → collane minimal
Spago → sciarpe rustiche per l’inverno
5. Coinvolgi il piccolo stilista
Lascia che sperimenti, tagli e incolli: il risultato sarà caotico, ma autentico.
E magari, tra un ritaglio e l’altro, nascerà anche una risata condivisa (che è l’accessorio migliore).
“La creatività è la miglior risposta al caos… e ai pupazzi pelosi.”
— Me, dopo la terza notte passata a cucire abiti per La Bubu Stella Glitter.
Come dire NO a nuovi acquisti (senza traumi infantili)
- Gioca sulla “collezione limitata”
Spiega che avere troppi La Bubu ne riduce il valore (usando la sua stessa logica da affarista).
“Le edizioni rare valgono solo se non ne hai venti uguali!” - Crea una regola chiara
“Uno nuovo entra solo se uno esce” io ogni tanto gli propongo uno scambio tra compagni
Sì, è dura. Ma funziona. E li obbliga a scegliere con più criterio. - Coinvolgilo nel riciclo creativo
Proponi di trasformare un vecchio La Bubu in un “pezzo unico customizzato”.
In questo modo si sente artista… e tu eviti un acquisto. - Punta sul realismo economico (con ironia)
“Amore, se i tuoi La Bubu aumentano ancora, dobbiamo chiedere un mutuo o un’ala nuova di casa.”Di solito, una risata sgonfia la richiesta meglio di un divieto secco. - Fagli capire che il valore non è solo nel numero
Ogni pupazzo può avere una storia speciale, un vestito creato insieme, un ricordo.
Collezionare momenti, non oggetti: ecco la vera lezione nascosta.
Tra pupazzi luccicanti, vestiti improvvisati e trattative economiche da mercatino d’antiquariato, ho capito una cosa:
non sono solo i bambini a imparare da noi, anche noi impariamo da loro.
Elia mi sta insegnando che si può essere teneri anche da “grandi”, che la creatività salva più spesso del buonsenso e che a volte basta un pezzo di stoffa e una risata per trasformare un caos peloso in un piccolo ricordo di famiglia.
E, sì, continuerò a dirgli di no a nuovi La Bubu.
Ma con un sorriso. E, forse, un vestito in più cucito male ma con il cuore.💚
E tu?
I tuoi figli hanno mai avuto una mania collezionistica che ti ha fatto perdere il sonno (o il portafoglio)?
Come hai gestito la “fase pelosa” o quella delle mode assurde?
Raccontamelo nei commenti, così magari fondiamo il primo gruppo di supporto “Genitori Sopravvissuti ai La Bubu”!
