Mi è capitato spesso di affrontare questo argomento anche in articoli precedenti, ma sono tante le volte in cui mi capita di avere un confronto con donne e mamme che non ne possono più e dicono di sentire un enorme peso : il carico mentale e ci si ritrova ripetitive come un disco incantato.
Avvertirete anche voi quella sensazione di essere stanche anche dopo otto ore di sonno (quando va di lusso). Di avere la testa piena come la lista della spesa del venerdì sera.
Non è solo stress, non è solo un “periodo pieno”
Quel peso invisibile fatto di cose da ricordare, incastri da gestire e imprevisti che piovono come coriandoli (ma meno allegri).
E se ti sei riconosciuta già a metà riga, tranquilla: non sei l’unica.
Il carico mentale è quella fatica che non lascia segni sul corpo, ma consuma la mente. È l’organizzazione costante che si nasconde dietro frasi tipo:
- “Ti sei ricordato di portare la merenda?”
- “Domani c’è il pediatra alle 9.”
- “Manca il detersivo, ma potrei passare al supermercato tra una call e la nanna del piccolo.”
Non è fare tutto, ma pensare a tutto. E spesso, a pensarci, siamo sempre noi;
(Anche quando il partner “aiuta”… che già la parola dice molto.)
Spesso mi fermo un attimo a pensare, soprattutto nel weekend, quando siamo tutti a casa e le cose da fare si scontrano con la voglia di evadere, di chiuderci la porta alle spalle e passare una giornata di svago e spensieratezza. Mi rendo conto che non sempre questo è possibile, anzi, è davvero difficile. Sono proprio questi i momenti dove sento il peso del carico addosso… e non mi è per niente indifferente.
Rino, il mio compagno, mi rimprovera spesso del fatto che io non riesca a delegarlo : ” vuoi fare tutto tu” mi dice spesso.
In realtà le cose che nella testa, sono talmente tante che ci metto meno tempo a compiere l’azione che a delegarlo. ecco perché vorrei che ci arrivasse da solo, così mi alleggerirebbe anche i pensieri e di conseguenza il carico. Mi rendo conto però che forse chiedo troppo 😅
Il mito della donna multitasking
Per anni ce l’hanno venduta come una super dote: “le donne sanno fare più cose insieme”.
Peccato che nessuno abbia aggiunto che questo superpotere non prevede ferie, straordinari pagati o manuale d’uso.
Essere multitasking non significa essere felici.
Significa, a volte, correre dietro a cento pensieri e dimenticarsi di respirare.
Segnali che il carico mentale ti sta dicendo “ehi, ci sono anch’io”
Ti svegli più stanca di quando sei andata a dormire.
Hai la sensazione costante di dimenticare qualcosa.
Ti irritano rumori, richieste, anche il semplice “mammaaa!” (quello urlato da lontano).
Ti senti in colpa se ti fermi, ma anche se non ce la fai.
Il bello è che il carico mentale si maschera bene: all’esterno sembri “organizzata”, “forte”, “instancabile”. Dentro, ti stai solo chiedendo se puoi spegnerti per cinque minuti… senza che qualcuno ti chiami.
Il bicchiere d’acqua e il peso del tempo
Ho sentito una volta una metafora che mi è rimasta impressa: lo stress è come un bicchiere d’acqua.
Se lo tieni in mano per dieci minuti, non succede niente.
Se lo tieni per un’ora, comincia a pesare.
Se lo tieni per ore e ore, anche se il bicchiere è sempre lo stesso, il braccio ti fa male, ti trema, e a un certo punto non ce la fai più.
Ecco, il carico mentale funziona allo stesso modo.
Non è tanto quanto pesa, ma per quanto tempo lo reggi senza mai poggiarlo.
Il problema è che noi, spesso, non lo appoggiamo mai: neanche per bere.
E a furia di stringere, ci convinciamo che il dolore al braccio sia normale, che “si fa così”, che siamo solo stanche.
Ma la verità è che non serve un bicchiere più leggero: serve imparare a posarlo ogni tanto, e magari ,se non è chiedere troppo, farlo tenere anche a qualcun altro.
Come alleggerirlo (senza sentirsi in colpa)
Nominalo. Parlane, spiegalo, rendilo visibile. Il carico mentale non cambia se resta invisibile.
Condividilo. Non “aiuto”, ma responsabilità condivisa. Le liste non sono tue per diritto divino.
Fermati prima del tracollo. Anche dieci minuti in silenzio contano.
Smetti di voler fare tutto bene. A volte “abbastanza bene” è già meraviglioso.
E se serve un pizzico di ironia: ricordati che pure Wonder Woman aveva la tiara, ma non tre figli e la lavatrice da svuotare.
“Non puoi versare da una tazza vuota. Ma puoi almeno smettere di riempirla per tutti gli altri prima di te.”
Il carico mentale non si cura con un weekend di relax, ma con una nuova distribuzione del pensiero.
Non serve diventare meno “capaci”: serve che chi ci sta accanto diventi più partecipe.
Non è egoismo, è sopravvivenza emotiva.
E tu?
Ti sei mai accorta di portare sulle spalle il peso delle cose da ricordare, organizzare, pianificare per tutti?
Scrivilo nei commenti: magari da una riflessione condivisa nasce la consapevolezza che non siamo “troppo stanche”… ma solo troppo cariche di tutto.💚
