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Generazioni a confronto: ricordi degli anni ‘80/‘90 e la vita di oggi

Posted on 7 Settembre 202517 Novembre 2025 by RobyBell

Sono nata nel 1987, in quelli che vengono definiti i mitici anni ’80/’90. Un’epoca in cui la felicità si costruiva con poco, quando le giornate erano fatte di giochi semplici, di avventure improvvisate e di piccole cose che oggi sembrano quasi “lussi perduti”. Se ci penso, era un tempo diverso, ma allo stesso tempo incredibilmente ricco.

La tv trasmetteva cartoni animati che aspettavamo con ansia, i pomeriggi si passavano per strada a giocare senza paura di sbucciarsi un ginocchio, e non era un dramma se tornavi a casa sudato o sporco di terra: era semplicemente vita vera. Non avevamo sempre giochi a portata di mano, ma non ci servivano: li inventavamo. Io avevo la mia “fabbrica di profumi” con i fiori raccolti nei campi e non importava a nessuno se era un gioco più adatto a noi bambine perché non si facevamo distinzioni. Passavo ore a giocare a chiapparella nel cortile delle scuole elementari, dove il cancello era sempre aperto. Li a fianco c’era una bella discesa che portava sino a “Piazza Rossa” cosi sopranominata. Ricordo che prendevamo la rincorsa con le bici o i carretti fatti da noi rigorosamente senza freni e con la sensazione di quel brivido che oggi definirei incoscienza, ma che allora era pura libertà.

Poi arrivò l’adolescenza: i pomeriggi passati alla fermata del pullman con gli amici, le serate al Funcky (un locale che andava di moda nel mio paese, Sedini), e i mitici “mattinè”o almeno così li chiamavano: quelle discoteche al mattino che aspettavamo con trepidazione nelle festività. I più fortunati arrivavano in motorino, gli altri prendevano il pullman per spostarsi nei paesi vicini: quello sì che era divertimento.

E come dimenticare le cabine telefoniche, le monete inserite una dietro l’altra per chiamare le amiche, le schede telefoniche che mio fratello più grande, Giovanni, collezionava nei porta listini.
Arrivò il primo cellulare: ci facevamo gli squilli per dirci “ti penso” e con la Summer Card che ci permetteva 100 SMS al giorno passavamo le ore per scrivere a tutta la rubrica. Ma nonostante tutto si parlava e si rideva tanto.
Poi, pian piano, arrivò anche Internet: all’inizio usavo il computer di Giovanni soprattutto per le ricerche di scuola, senza immaginare che sarebbe diventato il centro del mondo che conosciamo oggi.

Non so bene cosa sia successo nel frattempo: ricordo solo che le cose cambiarono, e a un certo punto mi sono ritrovai adulta in una realtà totalmente diversa, dove tutto è immediato, connesso e a portata di mano… ma a volte un po’ meno magico.

“I ricordi non appartengono solo a chi li ha vissuti, ma diventano eredità invisibili per chi verrà dopo.”

Guardando i miei figli crescere oggi, mi chiedo spesso quali saranno i ricordi che porteranno con sé…

Eppure, la differenza con il passato è evidente: oggi i bambini hanno armadi pieni di giochi ma si annoiano, sono circondati da schermi e social che attirano la loro attenzione molto più di quanto potessero fare per noi le corse all’aperto. Per fortuna i miei ancora non ci sono dentro fino al collo, ma so che è solo questione di tempo: i più grandi presto andranno alle medie, e la richiesta del primo telefono è già nell’aria. All’inizio avrei voluto dire un “no” netto, ma so che sarà inevitabile anche per noi, non tanto per moda, quanto per sicurezza. Non perché non ci fidiamo di loro, ma perché il mondo in cui crescono non è quello in cui sono cresciuta io. E, diciamolo, questa consapevolezza ci spaventa un po’.

Forse proprio per questo ci aggrappiamo ancora di più ai piccoli gesti quotidiani, sperando che diventino l’eredità che davvero conta.

E voi? Quali ricordi della vostra infanzia custodite gelosamente e quali pensate di trasmettere ai vostri figli? Vi ritrovate anche voi in questa paura legata al mondo digitale che li aspetta? Scrivetemelo nei commenti: da questa riflessione nascerà un altro articolo, dedicato al tema della famiglia di oggi, dove si ha tutto e regna la noia.💚

Categoria: La Tribù Felice, Parole che alleggeriscono

1 thought on “Generazioni a confronto: ricordi degli anni ‘80/‘90 e la vita di oggi”

  1. Rita ha detto:
    11 Settembre 2025 alle 21:45

    Bello

    Rispondi

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