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I 7 tipi di genitori (e perché la verità sta nel mezzo… tra ieri e oggi)

Posted on 26 Agosto 202514 Novembre 2025 by RobyBell

Ultimamente spuntano ovunque classifiche sui “tipi di genitori”. Come se bastasse una categoria per racchiudere la complessità di chi cerca, ogni giorno, di crescere dei figli senza perdere completamente la testa (e il telecomando).
Ma la verità è che non esistono solo “7 tipi di genitori”. Esistono anche milioni di esperienze passate che si intrecciano nel nostro modo di educare. Esistono le nostre infanzie diverse, le regole che ci hanno formato, i permessi negati o concessi.
Ed esistiamo noi, oggi, che proviamo a fare del nostro meglio con bambini che non sono quelli di ieri. Ma neanche noi siamo più quelli di ieri. E a volte, questo, è un vantaggio.

I 7 “tipi” di genitori… per ridere, ma anche per pensare:
1. Il genitore autorevole
Sa dire no con calma. Sa spiegare. Sa mediare.
(Poi c’è la versione reale che urla “HO DETTO NO!” mentre si infila un biscotto in bocca per non piangere.)

2. Il genitore permissivo
“Va bene tutto, basta che siano felici.”
(Alle 22.30 mentre pulisce il tavolo pieno di tempere: “Forse li ho resi fin troppo felici…”)

3. L’ansioso
Cuscini ovunque, zaini antiurto, un kit di pronto soccorso anche per andare in gelateria.
(Eppure, a sorpresa, il bimbo si sbuccia il ginocchio. Perché la vita è così.)

4. Il distratto
Dimentica i pantaloni di ricambio, il giorno della gita… e a volte pure il giorno della gita.
(Ma ricorda ogni sogno raccontato al mattino con la voce impastata di latte.)

5. Il giocoso
Ride, inventa storie, si traveste da dinosauro.
(E quando ha bisogno di una pausa, finge di essere un sasso. Funziona sempre.)

6. Il controllante
Tutto pianificato, tutto previsto.
(Poi arriva la febbre a 38 il giorno della recita, e addio Excel.)

7. Il coach motivazionale
“Credi in te stesso!”, “Tutto è possibile!”
(Poi litiga con l’home banking e si scioglie come un gelato a ferragosto.)

Un passo più in là: non dimentichiamoci chi siamo stati
Tutte queste “etichette” fanno sorridere. Ma se c’è una cosa che ci dimentichiamo spesso, è che prima di essere genitori, siamo stati bambini. E quei bambini che siamo stati ci abitano ancora.

Io e il mio compagno, ad esempio, siamo cresciuti in due mondi educativi molto diversi.
Lui, Rino, ha avuto un’infanzia protetta, attenta, forse a volte un po’ troppo prudente. Molte cose gli venivano negate “per non farsi male”. Eppure proprio lui, da ragazzo, ha deciso di affrontare le sue paure diventando volontario della Croce Rossa: un’esperienza forte, che gli ha insegnato a essere presente, responsabile… ma anche consapevole dei rischi della vita.

Io, invece, sono cresciuta con una certa libertà di esplorazione. I miei genitori mi lasciavano provare, sporcarmi, cadere e rialzarmi, con fiducia (e con la classica frase: “usa la testa” o “se ti fai male ti do il resto” classica frase Montessoriana 😅
Non so se ero una bambina coraggiosa o semplicemente incosciente, ma mi sono divertita. Tantissimo.

Oggi quei due bambini, diventati adulti, si ritrovano a fare i genitori. Insieme.
E proprio questa diversità ci aiuta: ci completiamo, ci smussiamo, ci correggiamo.
Nei confronti dei nostri figli – soprattutto del più piccolo, nato dal nostro amore – abbiamo scelto di unire i nostri approcci, mischiarli, trovare una via comune: dare fiducia, ma senza dimenticare il buon senso. Lasciare vivere, ma insegnare anche a proteggersi.

Vogliamo trasmettere ai nostri figli non un’educazione perfetta, ma un piccolo manuale di sopravvivenza emotiva: per vivere la vita, con coraggio e responsabilità, ma senza dimenticare mai il gusto di divertirsi.

“Ogni bambino è un’avventura nuova. E ogni genitore è un bambino cresciuto che ci riprova, con amore.”
— (Forse io, forse tu. O forse entrambi.)

Non siamo solo “un tipo” di genitore.
Siamo quello che abbiamo vissuto, quello che scegliamo ogni giorno, e quello che impariamo insieme ai nostri figli.
La verità è che ogni famiglia è un miscuglio meraviglioso di storie, tra passato e presente. E se impariamo a riconoscere il bambino che siamo stati, forse riusciremo ad ascoltare meglio anche quello che abbiamo davanti.

E tu, che tipo di genitore sei stato… e che tipo di bambino eri? Ti va di raccontarlo nei commenti? Chissà che non scopriamo, insieme, che non siamo poi così diversi.💚

Categoria: La Tribù Felice

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