Le valigie sono quasi pronte, i costumi stesi sulla sedia, la crema solare ha già invaso la borsa… eppure, dentro di me, qualcosa stride. Non sono i bambini che litigano su quale peluche portare, non è nemmeno il pensiero del traffico. È il mio gelsomino. E la mia salvia. E tutte le altre verdi anime che popolano il giardino e i vasi sul balcone.
Chi penserà a loro mentre io sarò in viaggio?
Lo so, sembra un pensiero esagerato. Ma se stai leggendo questo articolo, probabilmente anche tu soffri di “ansia da irrigazione estiva”.
Ogni anno mi riprometto di organizzarmi per tempo. Ogni anno finisce che, il giorno prima della partenza, mi aggiro tra le piante con lo sguardo colpevole e un annaffiatoio perennemente pieno.
Affido tutto al vicino con le migliori intenzioni del mondo ma…
– “Ma la lavanda va bagnata tutti i giorni o no?”
– “Il concime lo devo mettere? E quale?”
– “Mi sa che il basilico aveva già una faccia un po’ triste…”
Il rischio è che al ritorno troviamo vasi secchi, foglie accartocciate e una mezza invasione di afidi che hanno approfittato della nostra assenza per fare festa.
Negli anni ho provato di tutto:
– bottiglie capovolte (che si svuotano in un giorno perché ovviamente il terriccio non collabora),
– sottovasi pieni d’acqua (ideali solo per allevare zanzare),
– dispositivi automatici con timer (ottimi… se funzionano e se il cane non li scambia per gioco),
e infine ho provato persino a cambiare vicino 🙂
La verità è che l’unica soluzione è prepararsi prima e conoscere bene le esigenze delle proprie piante. Alcune possono reggere giorni senza acqua, altre no. Alcune soffrono il sole diretto, altre ci si tufferebbero.
Proprio per questo, sto preparando una guida semplice da tenere a portata di mano prima delle vacanze: niente di complicato, solo piccoli gesti e promemoria per partire più sereni… e magari tornare senza trovare una strage vegetale.
“Prendersi cura di un giardino è come prendersi cura di una parte di sé. E lasciarlo solo per troppo tempo… si fa sentire.” – (me stessa, ogni anno ad agosto)
Quindi sì, io parto, ma non prima di aver fatto una lista dettagliata per il mio vicino (con tanto di disegnino delle zone da bagnare), un controllo generale alle piante e forse anche qualche preghierina ai santi del verde.
Se anche tu vivi questo piccolo grande dramma da giardiniere in vacanza, fammelo sapere nei commenti.
Magari possiamo scambiarci consigli, idee, o semplicemente riderci su.
E chissà, magari quest’anno… le mie piante ce la faranno davvero.💚

Le mie difficilmente sopravvivono