In una casa con quattro bambini la calma non è mai una costante. È più simile a un’eclissi: rara, affascinante, a volte inaspettata.
Eppure esiste. E lo so perché, ogni tanto, riesco ad afferrarla proprio nei momenti più incasinati.
Non c’è un manuale per vivere bene la famiglia. E se esiste, sicuramente è finito sotto una torre di giochi, o usato per disegnare mostri e principesse. Ma ci sono momenti, piccoli e preziosi, in cui tutto sembra funzionare. E sono quelli che provo a collezionare con cura.
A casa nostra ogni bambino è un mondo a sé:
Due bambini, due mondi: il cervellone e lo spericolato
Il figlio del mio compagno, un bimbo dolce e intelligentissimo, con la testa piena di numeri e parole . Ama leggere e perdersi nei ragionamenti, ma si blocca davanti a una carrucola o a una bici. Lo sproniamo con amore, ma non è sempre facile. Ha bisogno di tempo, di sguardi incoraggianti, e di sentirsi abbastanza, anche quando non lo dice.
Poi c’è mio figlio, il suo opposto: fisico, spericolato, sempre in cerca dell’adrenalina. Se esiste una rampa o un posto dove ci si può arrampicare, lui l’ha già conquistato. La scuola? Beh, diciamo che non è la sua passione… e forse, se potesse, lancerebbe una sfida all’inventore del banco con la stessa intensità con cui affronta lo skate.
La mia bambina che sa più di me
Ha 6 anni, ma è una piccola donna. A volte più matura della sua mamma. Ha uno sguardo che illumina, un sorriso che consola e una dolcezza che smonta anche le giornate più pesanti. Sorride sempre, anche quando nella sua timidezza abbassa lo sguardo o evita un saluto. Lei potrebbe insegnarmi come stare al mondo con leggerezza.
E poi c’è il piccolo di casa, colui che porta il nome di una stella, dietro di lui c’è un universo da scoprire. Ancora non parla, ma fa sentire forte la sua presenza.
E che, in mezzo a questo trambusto, riesce a regalare un silenzio pieno, fatto di occhioni che osservano e imparano, di mani che cercano, di abbracci che sanno di pace.
Imperfetti, stanchi… umani
Essere genitori, in questo mix di energie, non è semplice. Ma ogni tanto, capita: tutti seduti sul divano, ognuno intento a fare qualcosa, e un silenzio quasi magico si posa sulla stanza. Ecco, quella è la calma. Non dura, non sempre si fa annunciare, ma quando arriva è meglio di qualsiasi spa.
Voglio dirlo forte a chi si sente in affanno:
siete umani. Non abbiate paura di perdere la pazienza, di chiedere aiuto o di fare errori.
Forse la Montessori non ci dedicherà una statua, ma il nostro sistema nervoso ci ringrazierà, e i nostri figli — anche senza saperlo — pure.
“Perché tra una litigata e un sorriso… ci siamo anche noi. Imperfetti. Ma presenti.”
E tu? Dove trovi la tua calma nel caos quotidiano? Scrivimi nei commenti o condividi questo articolo con chi ha bisogno di un respiro lungo e vero.
Anche solo sapere che non siamo soli… a volte è già un bel sollievo. 💚
